
Sabato sera il Friburgo si è laureato campione svizzero battendo all'overtime di una tiratissima gara-7 il Davos. Il Gottéron è così riuscito a salire per la prima volta nella storia sul tetto della Svizzera spezzando così una maledizione che lo aveva visto perdere quattro finali (1992, 1993, 1994, 2013).
«La vittoria è sicuramente meritata», esordisce Serge Pelletier, ex allenatore e consulente di TeleTicino. «La squadra ha giocato un'ottima finale. L'atto conclusivo è stato molto combattuto, ma il Friburgo ha avuto il merito di crederci fino alla fine».
L'importanza del portiere
A portare il titolo in terra burgunda è stato un gol di Wallmark all'overtime, quando la sua squadra giocava in superiorità numerica per una penalità rimediata da Andersson che aveva spedito il disco in tribuna. A decidere la contesa, insomma, è stato un dettaglio. «A decidere gara-7 è sicuramente stato questo aspetto», analizza Pelletier. «Tuttavia ad essersi mostrato determinante lungo l'intera serie di finale è stato il portiere del Friburgo, Reto Berra, che, nei momenti di maggiore pressione del Davos, è sempre stato in grado di tenere la squadra in partita».
Una vittoria che arriva da lontano
Quella del Gottéron è una vittoria che viene da lontano. «Con la nuova pista, il Friburgo ha avuto più mezzi a disposizione e li ha investiti nella creazione di una squadra di livello puntando su giocatori forti che hanno poi permesso di raggiungere questo traguardo», spiega Pelletier. «Negli ultimi anni la formazione ha infatti mostrato una crescita costante».
«Sprunger? Una storia da Netflix»
Che cosa dire, infine, di Julien Sprunger, capitano di oltre mille battaglie, che a 40 anni si ritira da campione, dopo aver giocato per 24 stagioni con la stessa maglia? «La sua è una favola, una storia da Netflix», conclude Pelletier.

