
A 24 ore dall’attesissima sfida tra Svezia e Svizzera in programma al Krestovski Stadium di San Pietroburgo, il giovane colonnista svedese Ludvig Holmberg del quotidiano Expressen torna alla carica.Dopo aver lanciato giovedì il classico sassolino nello stagno, asserendo che la Svezia si imporrà grazie ad una dabbenaggine difensiva di Djourou, questa volta Holmberg, sempre sulle colonne del Blick, fa riferimento al caso scatenato dalle contestatissime mimiche dell'aquila bicipite albanese di Granit Xhaqa e Shaqiri rivolta ai tifosi serbi nella sfida vinta per 2-1.
Il giornalista svedese paragona il caso dei due giocatori elvetici di seconda generazione a quello di Jimmy Durmaz, 29enne centrocampista di origini aramaiche in forza al Tolosa. Autore di una controprestazione nella sfida persa rocambolescamente contro la Germania, Durmaz, era stato violentemente attaccato sul suo profilo Instagram con gli appellativi di "maledetto immigrato" e "kamikaze" e qiuale erano adirittura state rivolte delle minacce di morte.
A questo punto, Holmberg invia la consueta frecciatina nel campo rossocrociato, spiegando al giornalista del foglio zurighese che la reazione della squadra del suo Paese è stata ben diversa verso il giocatore di seconda generazione rispetto a quella osservata nella delegazione svizzera.
L’articolista svedese sottolinea che il resto della squadra svedese, a cominciare dallo zoccolo duro costituito da Forsberg, Granqvist, Lindelöf ed Ekdal il giorno dopo la sfida contro i tedeschi, si erano trovati sul campo prima dell’allenamento, ascoltando le parole proferite con le lacrime agli occhi dal costernato giocatore aramaico che aveva affermato: "Sono svedese e porto questa maglia e sostengo la bandiera del nostro Paese con orgoglio. Siamo tutti uniti, siamo tutti svedesi", aveva dichiarato Durmaz.
"Da quel momento in poi", commenta orgogliosamente e patriotticamente Holmberg, "siamo diventati ancora più forti e possiamo battere qualsiasi avversario in questo mondiale. Naturalmente, il caso di Durmaz non è paragonabile al dramma vissuto da Xhaka e Shaqiri, ma sinceramente non comprendo i motivi che hanno indotto i due giocatori rossocrociati a rinchiudersi nelle rispettive camere rifiutandosi di rilasciare la benché minima dichiarazione ai giornalisti".
"Il capo stampa svizzero", prosegue Holmberg, "ci ha informato di una conferenza stampa che terrà questa sera Xhaka, il quale non proferirà neppure una sillaba sul suo gesto rivolto ai tifosi serbi. Non capisco il senso di questa decisione. Non sarebbe forse stato meglio scegliere la strada intrapresa da Durmaz per cercare di avvicinare la squadra ai tifosi elvetici?”
"Un altro fattore quest’ultimo che, unito alla fragilità difensiva di Djourou, infonderà a tutti noi svedesi ancora maggiore consapevolezza di poter battere la Svizzera”, conclude il giornalista dell’Expressen.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

