
Il caldo, l’umidità e i temporali sono inseparabili dall’estate in molte regioni del Nord America. Entro poche settimane, questi fenomeni meteorologici potrebbero minacciare i Mondiali di calcio. Il torneo (11 giugno - 19 luglio) si svolgerà negli Stati Uniti, in Canada e in Messico, in 16 città, alcune delle quali sono abituate a temperature estive torride aggravate da un’umidità soffocante.
Inoltre, i frequenti incendi boschivi, come quelli in Canada e California, fanno pesare rischi sulla qualità dell’aria. Ci sono poi tuoni e fulmini: negli Stati Uniti i temporali estivi provocano spesso l’interruzione delle competizioni sportive all’aperto. Di regola viene imposto uno stop obbligatorio di 30 minuti non appena un fulmine colpisce entro un raggio di circa 15 chilometri. E ogni ulteriore fulmine fa ripartire una nuova pausa di mezz’ora.
Mondiale per club
Il Mondiale per club, che l’anno scorso è servito da prova generale per il Mondiale, ha visto sei partite ritardate a causa di condizioni meteorologiche estreme. Un fenomeno che, secondo gli scienziati, potrebbe diventare sempre più frequente man mano che i gas serra continuano a riscaldare il pianeta. Questi ritardi hanno suscitato critiche e alcuni allenatori si sono persino chiesti se gli Stati Uniti dovessero ospitare l’evento mondiale. Enzo Maresca, allora allenatore del Chelsea, aveva definito questi ritardi una «farsa» che aveva disturbato la concentrazione dei giocatori.
Il rischio dei fulmini
I fulmini comportano rischi seri, anche se i decessi diretti sono rari. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitensi, tra il 2006 e il 2021 negli Stati Uniti sono stati registrati 444 morti causati dai fulmini, e la maggior parte è avvenuta durante attività ricreative all’aperto. Le regioni a est delle Montagne Rocciose sono le più esposte: tendono a essere piuttosto umide a causa delle acque calde del Golfo del Messico, che generano vapore acqueo capace di salire e formare temporali. Gli scienziati temono che il cambiamento climatico possa creare condizioni favorevoli a un aumento dei fulmini. «Non abbiamo ancora rilevato tendenze molto marcate», ma «ci aspettiamo un aumento della frequenza dei fulmini» in alcune regioni degli Stati Uniti, afferma Kelsey Malloy dell’Università del Delaware.
Il riscaldamento climatico «è stato associato a precipitazioni più intense e a correnti ascensionali più potenti», il che «si traduce in una maggiore elettrificazione delle nuvole e quindi in un aumento della frequenza dei fulmini», spiega all’AFP. La climatologa avverte però che «molte persone pensano forse che, se non vedono il temporale né i fulmini e non hanno ancora sentito il tuono, non siano in pericolo. Ma un fulmine può colpire anche a chilometri di distanza dal punto in cui si trova il temporale». Ziqin Ding, ricercatore dell’Università della Florida, sottolinea che gli stadi sono generalmente ben protetti grazie a dispositivi come i parafulmini. Tuttavia, fulmini nelle vicinanze potrebbero comunque «portare all’interruzione degli eventi organizzati negli stadi».
La petizione
Se alcuni stadi del Mondiale sono dotati di tetto, aria condizionata o entrambe le cose (Atlanta, Dallas, Houston, Los Angeles e Vancouver), molti altri sono a cielo aperto. Questo potrebbe provocare ritardi ed esporre giocatori e tifosi a temperature opprimenti. Durante il Mondiale per club dello scorso anno, molte partite si sono disputate con temperature superiori ai 32 gradi, con l’umidità che rendeva il caldo ancora più difficile da sopportare. In un recente rapporto, alcuni climatologi hanno indicato che un «caldo estremo» potrebbe influenzare un quarto delle partite del Mondiale 2026, compresa la finale nel New Jersey.
Imposte delle pause
La FIFA ha imposto pause per rinfrescarsi durante le partite. Ma è possibile che alcuni giocatori «semplicemente non siano in grado di giocare con l’intensità a cui sono abituati», afferma il dottor Chris Mullington dell’Imperial College di Londra.
Un gruppo di giocatori professionisti attuali ed ex professionisti, guidato dal norvegese Morten Thorsby, ha recentemente consegnato una petizione alla FIFA descrivendo gli effetti del caldo, sostenendo che «può provocare vertigini, stordimento, affaticamento, crampi muscolari e anche conseguenze peggiori». Nel documento invitano la FIFA «ad assumersi le proprie responsabilità per affrontare il problema».

