
21 gol col Bellinzona (e uno spareggio per la Super perso), 67 gettoni col Sion nel massimo campionato elvetico: non era certo un attaccante qualsiasi Saidu Alade Adeshina da Lagos...
Ma questa è storia dell'altroieri, perchè già con le casacche di Sciaffusa e Chiasso la punta nigeriana aveva conosciuto un lento declino: prima la retrocessione dalla Challenge e poi gli infortuni.
Il campo l'ha ritrovato, grazie al Sementina, il martedì di settimana scorsa: "Ho anche segnato: è stata una rete importante, ossia quella del 2-0 che ha chiuso la partita contro il Biasca".
Ma Adeshina non ritiene che quella sia stata la gara del suo "vero" ritorno: "Parlerei di tappa di riavvicinamento. Infatti al momento sono fermo: mi manca la condizione e, inoltre, ho ancora problemi a quella cartilagine del ginocchio destro che mi aveva procurato fastidi già in passato".
Quindi è tutto in... discussione? "Beh, un po' sì. Col senno di poi, mi sono assunto un rischio scendendo in campo contro i rivieraschi. Ora voglio concentrarmi solo sul mio recupero: tornerò a giocare quando starò davvero meglio. A fine andata ci trovereremo coi dirigenti per fare il punto della situazione".
Tesserato per gli azzurri bellinzonesi dall'inizio di questa stagione, Adeshina era fermo ormai da più di un anno, ovvero dai tempi del Chiasso di Livio Bordoli (il cui Lugano affronterà stasera alle 19.30 proprio il Sementina). "Coi rossoblù ho un ottimo rapporto ancora adesso. Il club di confine mi diede una chance, ma gli acciacchi non mi lasciarono in pace: dovetti subire pure un'operazione...".
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