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Ambiente
«Il modello olimpico necessita una profonda trasformazione»
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Ats
10 ore fa
A sostenerlo è uno studio dell'Università di Losanna secondo cui l'impronta di carbonio dei Giochi resta enorme

L'impronta di carbonio dei Giochi olimpici resta enorme e, perciò, il modello a cinque cerchi necessita di una profonda trasformazione per conformarsi all'Accordo di Parigi. È quanto rivela uno studio dell'Università di Losanna (UNIL), diffuso oggi mentre le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina entrano nella loro ultima settimana di gare. Nonostante le riforme attuate, stando ai ricercatori della Facoltà di geoscienze e ambiente dell'ateneo romando le Olimpiadi hanno ancora un'impronta di carbonio molto significativa: tra 1,59 e 4,5 milioni di tonnellate di CO2 equivalente dal 2012 per i Giochi estivi. La loro analisi è stata pubblicata sul The Geographical Journal. Gli autori ritengono che vi sia un «divario» tra «obiettivi ambiziosi e realtà». Per allinearsi all'Accordo di Parigi sul clima, che mira a limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali, le emissioni dell'evento dovrebbero essere ridotte del 48% entro il 2030, del 70% entro il 2040 e dell'84% entro il 2050. A Rio de Janeiro, nel 2016, l'impronta di carbonio ha raggiunto le 4,5 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, quasi come le emissioni annuali della città di Boston. All'estremo opposto, Parigi 2024 ha segnato una svolta limitando le proprie a 1,59 milioni. La capitale francese ha raggiunto questo obiettivo attraverso una politica sobria in materia di costruzioni (solo due nuovi impianti per le competizioni) e una gestione ottimizzata degli spostamenti all'interno della città. Nonostante questi sforzi, le trasferte compiute dagli spettatori provenienti dall'estero hanno rappresentato quasi la metà dell'impronta di carbonio totale, sottolineano gli autori dello studio in un comunicato. Per le Olimpiadi invernali, che sono un evento più «modesto», l'impronta varia tra 1 e 1,5 milioni di tonnellate. In generale, le principali fonti di inquinamento sono l'edilizia e gli spostamenti. Durante le Olimpiadi di Londra e Pechino, le emissioni legate alle costruzioni sono state le più elevate. Per ridurre l'impronta di carbonio degli appuntamenti a cinque cerchi, preservando al contempo lo spirito dei Giochi, i ricercatori propongono di ridimensionare la manifestazione per adattarla meglio alle sedi di gara e alle reti di trasporto esistenti. Per ridurre i viaggi aerei, suggeriscono di dare priorità al pubblico locale e al treno. Un'altra idea è quella di sviluppare esperienze di realtà virtuale immersive da remoto, nonché partnership con gli operatori ferroviari per recarsi alle fan zone. Infine, la componente operativa dovrebbe includere più energie rinnovabili, alimenti di origine vegetale e trasporti a basse emissioni di carbonio. Secondo i ricercatori, queste misure non dovrebbero richiedere un cambiamento radicale del modello economico delle Olimpiadi. Mantengono infatti le principali fonti di reddito, che provengono da diritti tv e sponsorizzazioni, con solo una lieve perdita nella vendita dei biglietti. Lo studio evidenzia però che la persistente mancanza di raccolta e monitoraggio dei dati è un grosso ostacolo a una riforma strutturale.