
“Abbiamo giocato assieme a Piacenza, nella stagione 96-97, quella in cui ci salvammo in serie A negli spareggi giocati a Napoli contro il Cagliari. Quella è stata anche la mia ultima annata da professionista. Abbiamo fatto tutta la stagione in camera assieme, così aveva scelto mister Bortolo Mutti. Il "Trame" lo conosco davvero bene.”
Ecco un’altra voce che può raccontarci chi è Paolo Tramezzani, il nuovo allenatore del Lugano. Lui è Stefano Maccoppi, già allenatore del Locarno, e calciatore, per diversi anni, nella serie A italiana.“Ho sempre avuto stima di lui - prosegue Maccoppi - è un ragazzo molto umile. Me lo ricordo come uno che voleva sempre imparare, mi chiedeva consigli, perché in me vedeva un uomo di esperienza. È sempre stato uno diligente e disciplinato. Sul campo invece, da terzino sinistro, portava grande corsa e agilità.
Dal campo alla panchina il passo non sempre è così breve. In giovane età Tramezzani non sembrava destinato ad una carriera da mister. “In effetti sono un po’ sorpreso, forse allora era troppo giovane. Non si riusciva a capire cosa avrebbe voluto fare e comunque non parlava di fare l'allenatore. Forse all’epoca non ci pensava ancora. A fine carriera però ha poi subito iniziato a studiare e ad allenare secondo un metodo inventato in Olanda, creando anche la sua accademia.”
Adesso gli tocca il compito di guidare il Lugano verso una tranquilla salvezza. Cosa gli consiglierebbe Maccoppi, allenatore italiano che conosce il nostro campionato?“Non so se sono in grado di dargli suggerimenti ma la parola d'ordine quando si arriva in Svizzera deve essere umiltà. Ci vuole grande voglia di conoscere il vostro calcio, un calcio non facile e pieno di insidie. Ci vuole grande volontà di mettersi in gioco.”
La stessa che qualche mese fa aveva spinto Maccoppi a tentare l’avventura in Romania: dallo scorso giugno è in attesa di una chiamata che valga la pena essere presa in considerazione.“Ho avuto alcuni contatti con club svizzeri ma non se n’è fatto nulla. Io resto in attesa e non perdo l’ottimismo…”
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