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Il Lugano vince... e Sannitz firma per sei anni
Redazione
17 anni fa
Destini contrapposti: altra prova decisamente scialba di un Ambrì ormai alla deriva

Nella serata degli annunci, ingaggio triennale di Reuille, rinnovo per sei stagioni a Sannitz, il Lugano gioca forse la miglior gara della sua stagione e regola il Servette del focoso McSorley con un meritato 3-1. Una prova gagliarda e vigorosa quella degli uomini di Johansson in un contesto da playoff, dove i duelli rusticani si sono moltiplicati, ogni centimetro di ghiaccio andava conquistato e lo slot davanti ai due portieri non era affare per damerini. Ci hanno messo un attimo i bianconeri ad adattarsi al clima e al timbro di gioco che le aquile ginevrine hanno impresso sin dai primi secondi. Dopo pochi minuti però Näser e compagni hanno deciso che l'unico modo per venire a capo del Servette era accettare la sfida a tono. E allora fondamentale è stato andare alla prima pausa a reti inviolate. E perdippiù, dopo aver resistito un minuto a quattro contro tre in pratica con soli quattro difensori, essendo Akerman in panchina a scontare due minuti più dieci disciplinari per aver allontanato il disco con un gesto di stizza. Un paio di cambi li ha allora giocati a futura memoria anche il diciassettenne Massimo Ronchetti. Il Lugano, oltre che tenace e coraggioso, è poi divenuto nel secondo periodo anche concreto. Sannitz ha sfruttato il lavoro del capitano e un mezzo errore di Stephan per aprire le marcature. Conne ha superato in due tempi con un'abile finta l'estremo difensore ginevrino. Due reti che hanno messo le ali ai ticinesi che hanno creduto fino in fondo alla possibilità di spuntarla contro un avversario tosto e nonostante l'organico rimaneggiato. Aebischer si è opposto con classe in più di una circostanza ai tentativi ginevrini e, ad inizio terzo tempo, Hamilton ha capitalizzato da sotto misura una bella combinazione tra Robitaille e Sannitz firmando il fondamentale 3-0. Poi gioco difensivo applicato con disciplina e molto sudore per impedire agli ospiti di rifare superficie. Il punto di Höhener ha negato lo shutout ma i 3340 che hanno preferito la Resega alla poltrona di casa o alle altre tentazioni prenatalizie hanno applaudito a scena aperta. Insomma un Lugano che ha dispensato al suo popolo più fedele il meglio di sè proprio alla vigilia delle festività. Il Bienne ha invece superato l'HCAP per 5-2. Per l'Ambrì stessa formazione della vigilia, unica novità è la presenza di Stirnimann in difesa. Inutile fare la cronaca del match: basta dire che la contesa si è sviluppata su ritmi piuttosto bassi. E che malgrado l'effettiva pochezza del Bienne l'Ambrì non è proprio mai riuscito a far credere di poter vinvece questa partita. Poche azioni corali, gioco disarmonico, tante disattenzioni individuali, powerplay e boxplay insufficienti. Insomma, il solito Ambrì. Che quest'anno per salvarsi dovrà davvero sputare sangue.

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