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"Il Lugano venga a discuterne"
"Il Lugano venga a discuterne"
"Il Lugano venga a discuterne"
Redazione
10 anni fa
Il Team Ticino ha fatto il punto dopo la disdetta dei bianconeri: "Tutto è migliorabile, ma se non si partecipa..."

Dopo la disdetta cautelativa inoltrata al Team Ticino dal Lugano e le dichiarazioni di Angelo Renzetti (vedi articoli suggeriti), il Team Ticino stesso, oggi, in occasione di una conferenza organizzata per il decimo anniversario dalla sua creazione, ha espresso la sua posizione sulla vicenda. Il Lugano aveva operato questa scelta circa un anno e mezzo fa, ma essa è entrata in vigore solo ora. Una mossa intrapresa peraltro anche dal Chiasso, che ha poi però deciso da parte sua di ritirare la disdetta.

Il presidente del Team Ticino Augusto Chicherio nella sua introduzione ha oggi sottolineato ancora una volta il lavoro portato avanti in questi anni con i giocatori ticinesi, accompagnati non solo dal profilo sportivo, ma anche da quello scolastico e professionale. L'incontro odierno ha infatti celebrato il decennale dalla creazione dell'associazione Team Ticino che può accedere ad un bacino di utenza di 600 ragazzi circa ogni anno, ma "solo un ragazzo su mille ce la fa" e già le cifre fanno capire quanto sia difficile per un ticinese riuscire ad arrivare a certi livelli.

Ben presto il tema delle discussioni si è spostato sull'attuale diatriba tra il club bianconero e il Team. Il responsabile tecnico Vincent Cavin ha ammesso che "tutti i progetti sono migliorabili", invocando però una maggiore discussione: "Attorno a una tavola rotonda si può risolvere tutto. Gli interessi sono comuni, si vuole lavorare per mantenere il partenariato."

Cavin nella sua spiegazione non ha mancato di sollevare una nota polemica verso i club partner dell'associazione (Bellinzona, Chiasso, Locarno, Lugano), rei di considerare le assemblee poco produttive: "Bisogna venire in comitato a discutere dei problemi e proporre delle soluzioni". Vista la scarsa partecipazione dei club, il Team Ticino negli anni ha quindi impostato a modo suo i progetti: "Anche se arrivassero solo ora, noi saremmo ovviamente qui disposti ad ascoltare." 

In casa Lugano e non solo, c'è però la sensazione che a dovere cambiare sia proprio il comitato direttivo dell'associazione, che rende marginale il voto dei club rispetto ai membri di comitato che possono fare fronte comune anche in caso di alleanza tra le quattro squadre ticinesi. 

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