
Un Lugano spento non è andato oltre al pareggio contro il Winterthur, fanalino di coda della Super League. Alla Schützenwiese - come una settimana fa al Letzigrund con il GC - è finita 1-1, con i bianconeri finiti sotto nel punteggio e pure in dieci uomini, prima del sussulto d'orgoglio conclusivo che è valso quantomeno un punto.
Tolti i primi 15' intraprendenti, il primo tempo aveva già evidenziato la scarsa brillantezza degli uomini di Mattia Croci-Torti. Le occasioni, sul fronte bianconero, si sono così limitate a un bel traversone di Dos Santos sul quale Behrens si è avventato con un pizzico di ritardo. Le cattive notizie, più che per la pericolosità avversaria, sono quindi giunte in termini disciplinari. Già costretto a rinunciare Belhadj (squalificato per due turni), il Lugano non potrà schierare né Grgic, né Bislimi con il Servette, entrambi ammoniti durante i 45' iniziali. Poco prima della pausa, ad ogni modo, il brivido più grande è corso lungo la schiena dei bianconeri. A Kasami è infatti stato annullato un gol per un precedente tocco di mano di Sidler, che l'incerto arbitro Piccolo ha comunque voluto rivedere al VAR.
La ripresa si è aperta nel peggiore dei modi. Prima Bislimi ha rimediato il secondo giallo, lasciando i bianconeri in 10, poi è arrivato il vantaggio di Hunziker, favorito da un'esitazione imperdonabile di Mai, appena gettato nella mischia dal Crus. Con l'uomo in meno, il Lugano ha avuto il merito di non disunirsi completamente. E, anzi, all'80' una vistosa trattenuta nel cuore dell'area di Jankewitz ai danni di Kelvin ha permesso a Grgic di presentarsi sul dischetto del rigore. L'ex Sion, di nuovo, si è confermato infallibile. Nel finale da segnalare due chance nitide, una per i padroni di casa - con Saipi provvidenziale in tuffo - e una con Kelvin, che di testa ha impegnato Kapino. Il risultato, ad ogni modo, non è più cambiato.

