
Da ormai un anno, Livio Bordoli è senza panchina. Il calcio si sa, a volte può rivelarsi un crudele su e giù di emozioni: dopo l'attesa promozione in Super League ottenuta col Lugano nella stagione 2014/15, per l'allenatore losonese è seguita nel giro di pochi mesi un'esperienza decisamente meno esaltante e più amara. Il 13 ottobre 2015, le due sole vittorie in 11 incontri e le divergenze di vedute portarono la dirigenza dell'Aarau a decidere di esonerare il tecnico ticinese, scelto per cercare di riportare nella massima serie il club argoviese. Da quell'Aarau-Wil finito 1-1 all'undicesima giornata, Bordoli non ha più assaporato le gioie e i dolori del campo da gioco.
Il 13 ottobre 2015 la fine del rapporto con l'Aarau… A un anno di distanza Bordoli è sereno?“Sì, lo sono. A dicembre è nato il mio secondo figlio e posso occuparmene tutti i giorni, questo è il vantaggio del non essere impegnato come allenatore."
Cosa fa ora? È ancora attivo nel calcio?"No, sono impegnato soprattutto con la famiglia, ma nonostante questo ho continuato a seguire allenamenti e partite. Sono stato a vedere gli allenamenti del GC, del Basilea... Seguo ancora tutta la Super League."
Non le manca il campo da gioco?"Non mi sono ancora arrivate le farfalline allo stomaco, ma sì, chiaramente, un po' mi manca. Queste sensazioni fanno parte del gioco ed è per questo che vado in giro e ogni tanto guardo le partite."
Cosa ne pensa di questa Super League in cui il Basilea sembra giocare un campionato a parte, mentre dietro c’è grande equilibrio?“Purtroppo il campionato si è decisamente livellato verso il basso. Basti pensare che il Basilea in campo europeo poi fa fatica pure con una squadra bulgara e che nessuno del campionato svizzero gioca in Nazionale. La Challenge invece è forse più interessante grazie allo Zurigo."
Come vede il Lugano?"Bene, gioca in modo molto pragmatico. Non è spettacolare, va piuttosto sulla difenstiva, ma è molto valido nelle ripartenze. Manzo ha saputo dare un suo stile di gioco... bisogna dirgli 'bravo', nessuno se l’aspettava, è stato bravo a dare fiducia a questi ragazzi!"
Meglio Manzo di Zeman quindi?"Bisogna dire che sono comunque due squadre differenti. C'è stato l’acquisto di Sulmoni, un ticinese doc, aspetto che manca un po’ nei bianconeri... Lui in ogni caso è l'acquisto migliore che potessero fare e l’hanno fatto. I bianconeri hanno una bella difesa, ed è un aspetto decisamente importante."
Questo Lugano fin dove può arrivare?"Il Lugano direi che può puntare a tutto, a parte il raggiungere il Basilea... L'unica squadra che prova a giocare a pallone in questo campionato è il Losanna. A Celestini vanno fatti decisamente i complimenti. Per i bianconeri però ora non sarà semplice, perché tutti iniziano a conoscerli. Occhio però anche a chi sta dietro, perché la classifica è corta e può succedere di tutto. A livello di organico la squadra allestita da Renzetti mi sembra più forte di San Gallo, Vaduz e Thun."
Sente ancora Renzetti o qualcuno in società?"Ho sentito Angelo questa estate, perché mi ha chiesto delle informazioni su alcuni giocatori, come per esempio Mobulu. Io e lui siamo in buoni rapporti: il calcio è il calcio, la vita privata è altro."
Quando rivedremo Bordoli su una panchina?"Non lo so vediamo, spero al più presto. Occorre valutare bene, il 'fare tanto per fare' no. Se penso che poi ci sono fior fior di allenatori più qualificati di me (Andermatt, Meier, Schönenberger, ecc.) senza panchina... Le squadre sono quelle che conosciamo in Svizzera e spesso vanno a prendere allenatori stranieri che non sono meglio di noi."
Qualche contatto professionale immaginiamo ci sia stato in questo anno..."Sì, qualche offerta c’è stata, ma nulla di che. Sono arrivate anche dall’estero, ma solo se ci fosse qualcosa di veramente interessante ci penserei, la scelta dev'essere ben ponderata e sicura."
OC
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