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"Il Lugano ha saputo suscitare emozioni"
Redazione
17 anni fa
Intervista: il presidente bianconero Paolo Rossi traccia un primo bilancio, a caldo, della stagione del Lugano (AUDIO)

Per iniziare: un bilancio della stagione “Il bilancio è positivo. La squadra ha ritrovato mordente. E ha dimostrato di avere carattere ed attaccamento alla maglia. E quello che è importante è che è riuscita a ricreare emozione intorno a sé. Ho vissuto raramente una partecipazione popolare, come in queste ultime settimane, di entusiasmo attorno ai successi che si andavano costruendo. Naturalmente resta il rammarico di non aver potuto continuare questa serie che poteva anche portarci lontano”. La stagione è stata contraddistinta dalla rottura con John Slettvoll. Visto com’è andata con Hannu Virta e Sandro Bertaggia forse era meglio se rimaneva… “Non abbiamo scelto noi di andarcene. E’ lui che se n’è andato. Ma aldilà delle polemiche penso che in una stagione è naturale essere confrontati con dei momenti di difficoltà, che possono essere degli infortuni come anche delle incomprensioni. L’importante è essere riusciti a superare queste difficoltà. Il fatto che squadra e dirigenza si siano trovati, assieme, a fare uno sforzo per superare questo momento è stata una prova di maturità. E i risultati si sono visti. In particolare in questa serie di playoff contro il Davos”. Parliamo di ieri sera. Analizzando la sconfitta in gara-7 salta subito all’occhio il fatto che nei playoff il Lugano ha giocato troppo spesso a tre linee. E alla lunga ha pagato questa mancanza di profondità… “Le questione tecniche non sono di mia pertinenza. Ma posso dire che mentre il Davos ha giocato a quattro blocchi completi noi abbiamo giocato sovente con tre blocchi d’attacco e due blocchi di difesa e questo evidentemente alla fine, in una serie così dispendiosa dal profilo psicologico e anche fisico, conta. Voglio però aggiungere che le serie dei quarti di finale non sono più scontate. L’eliminazione di Zsc Lions e Servette, cioè le due finaliste dell’anno scorso, oltre che del Berna e del Lugano, dimostra che l’hockey svizzero è diventato molto più competitivo e molto più livellato. E questo è importante per lo spettacolo. Ma questo è anche un motivo di riflessione nell’impostazione della squadra. Noi abbiamo un progetto a medio termine e dobbiamo tenere conto anche di questi cambiamenti. E adeguarci”. Il sette a uno però ha fatto male. Krister Cantoni nel dopo partita ha dichiarato che “se qualcuno non voleva giocare doveva semplicemente restarsene a casa”… “Ha voluto scaricare le emozioni. Cantoni è un giocatore che, dopo anni di onorata carriera, ha chiuso con una sconfitta pesante. E’ stato semplicemente un momento di frustrazione. Niente di più. Con parole che però sono infelici”. Peccato uscire di scena quando tra i tifosi bianconeri era tornato un grande entusiasmo… “E’ la cosa che mi dispiace di più. Ma questo Lugano ha saputo suscitare emozioni ed entusiasmo. E ciò è molto importante”. E ora si riparte da Kenta Johansson… “Questo progetto va nel solco della continuità. Quando abbiamo preso Slettvoll sapevamo che si trattava di un periodo di transizione per stabilizzare la squadra in vista di poi costruire un ciclo con altre persone. Gli elementi di fondo rimangono: i valori, l’impostazione europea, l’idea di puntare sui giovani e l’idea di cercare uno sviluppo a medio termine. In questo senso c’è continuità tra Slettvoll, Virta e Johansson. E c’è la volontà di costruire un ciclo. Se c’è una cosa che insegnano questi playoff è che le squadre che vanno avanti sono quelle che cambiano relativamente poco”. Robitaille, una delle massime delusioni della stagione, sarà confermato? “Questa è una decisione che dovrà essere valutata dalla commissione tecnica. E’ prematuro esprimersi ora, a poche ore dalle fine dei playoff. Sappiamo però che vogliamo mantenere l’ossatura della squadra intatta e apportare quei piccoli miglioramenti che ci possano permettere di fare un ulteriore sal

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