
Si avvicina sempre di più il weekend della verità. Dopo 6 sconfitte consecutive il Lugano hockey di Sami Kapanen si appresta a sfidare domani il Rapperswil e sabato l'Ambrì. Un doppio impegno che dovrà rimettere in carreggiata una formazione che sta attraversando un periodo di profonda crisi.
Ne è consapevole anche l’allenatore Sami Kapanen, ma vuole focalizzarsi sulle soluzioni e non sui problemi. “Sono sicuro che tutti riconoscono la gravità della situazione, forse siamo anche entrati troppo nei dettagli della nostra situazione, la nostra attenzione sta andando verso i problemi invece che nel trovare la soluzione” ha dichiarato ai microfoni di TeleTicino.La positività rimane però l’antidoto migliore per Kapanen e ha spiegato che bisogna “pensare a come vogliamo giocare e non a come non dobbiamo giocare” perché, prosegue, “c’è una grossa differenza, poi ognuno reagisce a modo proprio. Di certo vorrei vedere una mentalità diversa, più da lottatori.”
Quindi, il primo passo per togliersi da una situazione difficile, è prendere coscienza di trovarsi in una situazione difficile. Dopo qualche dichiarazione rilasciata al termine della partita persa a Davos che aveva lasciato qualche dubbio, oggi le parole di Sami Kapanen spazzano via ogni incertezza. Sei sconfitte consecutive non mentono. Il Lugano è in crisi e tutti se ne sono resi conto. Per cercare di mettere fine a questa striscia negativa Kapanen alterna con i propri giocatori, anche a livello comunicativo. E infatti proprio l’allenatore “chiede un’altra mentalità ma invita a restare positivi.”
“Non posso essere arrabbiato, posso essere deluso ma non posso mostralo troppo.” Ha dichiarato Sami Kapanen, che vuole continuare ad essere esigente ma sente il bisogno di spiegare bene quello che esige. “Interrompere gli allenamenti o spiegare ai giocatori cosa voglio è un modo per supportarli”, così Kapanen motiva i suoi giocatori e spiega “quando parlo dico loro cosa facciamo bene e cosa vogliamo fare invece che continuare a sottolineare solo gli errori.”
Errori, quelli commessi dai giocatori, ma dell’allenatore. Infatti, proprio Kapanen spiega che “è una questione di equilibrio fra errori commessi e situazioni lette nella maniera giusta. Alcuni errori sono stati fatti, alcuni anche pesanti. Ciò che è stato fatto è però fatto. Possiamo solo concentrarci sul futuro, trovare le soluzioni e migliorare".
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