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Il GP di Lugano sedotto e abbandonato dall'UCI
Il GP di Lugano sedotto e abbandonato dall'UCI
Il GP di Lugano sedotto e abbandonato dall'UCI
Redazione
9 anni fa
La gara luganese non farà parte del World Tour. Elio Calcagni: "Siamo sorpresi, erano stati loro a contattarci"

Il Gran Premio di Lugano non è stato preso in considerazione come tappa del World Tour. I vertici dell'Unione ciclistica internazionale (UCI) si sono detti infatti contrari a fare del tracciato sulle rive del Ceresio una tappa della prestigiosa rassegna internazionale. Sulla vicenda abbiamo chiesto un'opinione a Elio Calcagni, presidente del comitato organizzatore del GP di Lugano.

Signor Calcagni, il GP di Lugano non rientra nei piani dell'UCI.

"A quanto pare no e questo ci sorprende parecchio. Due anni fa fu la stessa UCI a contattarci per sottoporre al comitato una possibile partecipazione al World Tour. Sul momento la proposta ci ha spiazzati, in fondo eravamo passati da poco alla categoria superiore e ci pareva che si stesse correndo un po' troppo e non in bicicletta: prendere parte al Pro tour non è un'avventura da poco, l'impegno che una manifestazione simile comporta non è indifferente. Quando l'UCI ultimò i propri controlli espresse entusiasmo per il Gran premio ma palesò anche la volontà di non includerci nel World Tour. Come ci si potrebbe aspettare, la cosa ci lasciò di stucco in quanto erano stati loro a prendere contatto con noi. Vennero sollevate difficoltà legate alle gare in calendario tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo, infatti, in quel periodo era già in programma una competizione nei paesi arabi. La partecipazione al World Tour ci interessava a tal punto che decidemmo di modificare le tempistiche, spostando la rassegna luganese in un altro fine settimana, ma la risposta dell'UCI fu la medesima, un secco no. Si trovò poi un accordo e mettemmo in agenda la gara per il 7 di giugno, durante il Giro e la cosa ci parve insolita ma accettamo. I progetti non andarono in porto nemmeno questa volta. Pensate che, proprio in quella data, si teneva una competizione simile, ma più opulenta dal punto di vista dei fondi a disposizione, in Azerbaigian. La morale è la seguente: senza un ulteriore potenziamento del budget, 100'000 franchi a dir poco, non potremo essere competitivi nel Pro Tour. Trovare sponsoring non è per nulla evidente, le pubblicità che durano appena un giorno non stuzzicano molto i privati e questo lo capisco, naturalmente."

Il tracciato dell'ultima edizione ha visto alcune cadute dovute al fondo e agli ostacoli.

"Tutto nella norma per una qualsiasi gara ciclistica. Gli incidenti li ricordo. Il primo è stato causato dalla imprudedenza di un partecipante che ha deciso di ignorare un "new jersey", posto sulla via per impedire il passaggio, e i richiami di un milite della protezione civile di Lugano città, il quale, dalla propria posizione su uno spartitraffico, segnalò al corridore che non era sicuro tagliare. Il secondo incidente è legato a uno scivolone in discesa. Il tracciato è ben pianificato e sicuro sotto numerosi punti di vista e rigoroso per quanto riguarda la sicurezza. E' innegabile che l'edizione sia dura ma questo va bene così." 

Come rilanciare il Gran premio cittadino?

"In una parola? Soldi. Come ho già sostenuto precedentemente, essere fra i migliori costa e non poco. Stiamo valutando l'eventualità di partecipare nella categoria juniores ma i grattacapi rimarrebbero. Gli sponsor sono rari e difficili da trovare, inoltre la guardia rimarrebbe alta a livello di sicurezza. Costerebbe qualcosa in meno ma non vanno sottaciuti gli oneri derivanti dalle spese di pernottamento negli alberghi che una corsa internazionale impone per radunare un valido e competitivo gruppo."

Loris D'Agostin

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