
Il comitato organizzatore di Tokyo 2020 limiterà il numero di funzionari e lavoratori provenienti dall’estero a circa 78mila: meno della metà di quanto stimato inizialmente, nel tentativo di arginare la diffusione del Covid durante lo svolgimento dei Giochi estivi.
Lo anticipano i media giapponesi, che citano fonti a conoscenza del dossier, in linea con la richiesta alle federazioni sportive internazionali e i comitati locali di limare ulteriormente la cifra prevista di 90mila, dalla quota originale di 180mila presenze prima dell’emergenza sanitaria.
Sebbene il numero di atleti alle Olimpiadi e Paralimpiadi rimarrà invariato, intorno ai 15mila, gli organizzatori ritengono che le liste dei funzionari delle varie associazioni sportive e il personale dei media potrebbero essere soggetti a ulteriori sforbiciate. La decisione giunge in una fase delicata mentre aumenta lo scetticismo della popolazione sull’opportunità o meno di andare avanti con la manifestazione sportiva, proprio quando - a meno di due mesi dalla cerimonia di apertura - il Paese si trova nel mezzo della quarta ondata e in diverse prefetture, inclusa Tokyo, è in vigore lo stato di emergenza.
Per contenere il rischio di infezioni gli organizzatori hanno già disposto il divieto di ingresso nel Paese agli spettatori provenienti dall’estero, e si sono riservati di prendere una decisone sul pubblico locale entro giugno. Dall’inizio della pandemia il Giappone ha segnalato 699.500 casi di Covid e 11.950 decessi accertati.
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