
La presunta aggressione all'arbitro Nhass Nadir, avvenuta nella partita fra Gorduno e Claro, ha fatto discutere molto e probabilmente continuerà a farlo.
Ieri in serata Raffaele Castro, giocatore del Gorduno, ci ha raccontato la sua versione dei fatti, minimizzando la versione fornita dall'arbitro: "Nessuno lo ha aggredito, anzi... alla fine Nadir ha persino cenato al campo". Stando alle dichiarazioni di Castro, sarebbe stato proprio lui a chiedere la sospensione della partita all'arbitro, aggiungendo che "il Claro voleva battere, ma poi sono stati d'accordo con noi".
Emerso il quadro della situazione, con le due versioni - quella dell'arbitro e quella del Gorduno - piuttosto distanti, abbiamo contattato il presidente del Claro Walter Svaluto-Ferro, che ha tenuto a precisare alcuni punti.
"La nostra posizione è molto semplice, innanzitutto siamo contenti che al campo ci fosse l'ispettore, per cui ci rimettiamo alla sua decisione. Quanto successo fa male al calcio e alle persone, sinceramente è stato uno spettacolo indegno del mondo dello sport", ha commentato Svaluto-Ferro.
"Ieri sera sono stato avvicinato da alcuni giocatori, che mi hanno pregato di prendere posizione. Dal canto nostro ci teniamo a far sapere che l'FC Claro non ha mai concordato con il Gorduno la sospensione della partita. La decisione è stata presa dall'arbitro in una situazione indescrivibile e noi ci rimettiamo a quella che sarà la disposizione della federazione".
Il presidente Svaluto-Ferro ha poi tenuto a sottolineare l'intenzione di non voler alimentare il contrasto con il Gorduno, sottolineando tuttavia la gravità dell'increscioso episodio. "Non vogliamo assolutamente entrare in conflitto loro, il nostro giocatore ha dato una testata e ha pagato con l'espulsione, ma andare a spintonare l'arbitro, mettendolo in quella situazione, non ha nulla a che vedere con lo sport. La cosa grave, dopo ore dall'episodio, è che si cerchi ancora di salvare la situazione, anzichè ammettere l'errore e rimettersi alla decisione della federazione".
DV
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