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Il "caso Slettvoll" e i volti scuri
Redazione
18 anni fa
La sconfitta con lo Zugo, lo sfogo del tecnico contro la società, il malcontento dei reduci della Coppa Splengler

La sconfitta pesante in casa con lo Zugo, una tenuta difensiva da film dell’orrore, lo scarso utilizzo dei reduci della coppa Spengler e il "caso Slettvoll". A parte questo a Lugano va tutto bene. Oggi alla Resega clima teso, facce scure, poca voglia di parlare e un fiume di polemiche. Hnat Domenichelli e Randy Robitaille escono dall’allenamento con l’espressione di chi non vuole né parlare, né ridere, né scherzare. Fuga rapida verso lo spogliatoio e bocche cucite. John Slettvoll invece parla, eccome. Innanzitutto non vuole creare un caso per la sconfitta di ieri. Secondo il Mago, il pubblico è di palato troppo fino, perdere una gara non è perdere un campionato. "Abbiamo vinto a Zurigo e nessuno dice nulla; perdono le altre grandi e nessuno le attacca. Non si possono vincere tutte le partite. Una sconfitta ci può stare". Queste le parole del tecnico luganese al termine dell'allenamento.

 

In realtà un altro "caso Slettvoll" lo ha creato, ieri in conferenza stampa  lo sfogo contro la società. Una società, che secondo il coach bianconero, è stata poco limpida, poco chiara, in sostanza poco rispettosa.L’affare Kenta Johansson è stato gestito male secondo Slettvoll, che ribadisce di non avere nulla contro Kenta ma di non aver gradito la maniera con la quale è stata gestita la questione.

 

Insomma Domenichelli fugace, muto ed arrabbiato, ma soprattutto è l’atteggiamento di Robitaille a far riflettere. Il grande escluso proprio non ha gradito la scelta del mister. Un’esclusione che Slettvoll motiva in maniera molto semplice. Il tecnico spiega che uno straniero è di troppo e che le scelte tecniche sono indiscutibili.

 

La società per bocca del presidente Paolo Rossi si augura che l’intelligenza di tutti porti a concentrarsi solo per il bene del club, tralasciando le emozioni personali. Si rischierebbe solo di creare confusione.

 

 

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