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Il calcio si iberna
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Il calcio si iberna
Redazione
6 anni fa
La SFL ferma a tempo indeterminato. Campana e Bignotti in coro: “Basta speculazioni su quando si riprenderà a giocare!”

La teleconferenza dei club della SFL ha sortito una decisione forte quanto scontata. Il calcio svizzero si ferma a tempo indeterminato e almeno sino a fine aprile. Poi si vedrà. “Al momento non è stata programmata una nuova assemblea – ci ha detto Michele Campana, direttore generale dell’FC Lugano – Da oggi tutti i club cessano ogni attività, stop ad allenamenti e amichevoli. Noi, a dire il vero, in ossequio alle decisioni del Canton Ticino, siamo fermi già dallo scorso 12 marzo.”

Come e quando si deciderà come proseguire?“Vogliamo che si metta fine a questo genere di speculazioni. Siamo coscienti della nostra responsabilità sociale. Oggi la partita da vincere è quella contro il virus.”

Nel frattempo voi, dirigenti di club, dovete anche lottare per garantire la sopravvivenza dei club...“Come già detto ricorreremo all’indennità per lavoro ridotto e tenteremo di avere ottenere una parte di quel prestito a tasso zero promesso dalla confederazione”

Per tentare di salvare il salvabile, la stagione dovrete in qualche modo provare a portarla a termine...“Abbiamo responsabilità nei confronti di abbonati, sponsor e tv. Dobbiamo cercare delle soluzioni per giocare le partite restanti. Oggi però non abbiamo purtroppo garanzie che ciò sarà possibile.”

Una grossa mano potrebbe darvela la UEFA annullando l’Europeo...“Domani è in programma una conference call fra la UEFA e tutte le leghe. Quella che prenderanno sarà secondo me una decisione scontata: l’Euro verrà spostato".

C’è chi ipotizza che possa essere messo in calendario nel prossimo autunno...“È semplice follia! Non lo faranno mai. Vorrebbe dire danneggiare, oltre a questa, anche la prossima stagione. Bisogna invece solo capire se si disputerà nell’estate del 2021 o in quella del 2022.”

Da capire c’è la questione legata ai contratti dei giocatori che scadono, per definizione, il 30 giugno. Se si dovessero protrarre i campionati cosa succederebbe?“Personalmente sono convinto che questa sarebbe la soluzione ideale. Per i contratti una soluzione la si troverebbe. Come spesso accade le 5 maggiori leghe farebbero da apripista e le altre le seguirebbero a ruota.”

Bignotti: “La salute prima di tutto”Anche in casa Chiasso, dopo le decisioni prese oggi sia dal Consiglio Federale che dalla SFL, la volontà è ora quella di porre definitivamente l’accento sulla salute, piuttosto che sul piano sportivo: “Per noi il bene di tutti coloro che gravitano attorno alla nostra realtà – anzi, il bene di tutti e basta – viene prima di ogni cosa” – ci ha detto l’amministratore unico dei rossoblù, Nicola Bignotti – “È inutile continuare a parlare di programmazione, perché la situazione è estremamente fluida e varia continuamente di giorno in giorno, con interventi costanti sia a livello federale che cantonale. Quello che posso dirvi è che noi rimaniamo alla finestra, in attesa di capire come si evolverà, mentre i nostri giocatori si alleneranno a casa individualmente. Una condizione tutt’altro che semplice per dei professionisti, ma necessaria al momento attuale”.

Anche il Chiasso, così come il Lugano, dovrà per forza di cose attingere agli aiuti economici a disposizione per superare questa fase complicata.“Dire adesso in che misura questa situazione affliggerà le finanze del club è prematuro, perché semplicemente non sappiamo ancora quanto perdurerà. Anche noi, come i bianconeri, abbiamo già fatto richiesta per quel che concerne l’indennità per lavoro ridotto e sicuramente accogliamo di buon occhio lo stanziamento di un fondo da parte della confederazione atto ad aiutare le realtà sportive. I 50 milioni annunciati però, temo che non basteranno per coprire il buco che si creerà da qui alla fine della crisi. Ribadisco, ad ogni buon conto, che tutte le discussioni economiche passano in secondo o terzo piano rispetto a quelle legate alla salute, che al momento sono la priorità assoluta”.

Le decisioni che verranno prese domani dall’UEFA potrebbero dare qualche certezza in più in un futuro che – sotto tutti i punti di vista – al momento è molto vago.“Sicuramente, se l’Europeo dovesse essere spostato si aprirebbero alcuni possibili scenari per completare la stagione attuale e programmare quella successiva. Ma siamo davvero sicuri che sarà possibile, tra due o tre mesi, tornare in campo? Se a giugno si dovesse decidere di riprendere a giocare e un calciatore di un club risultasse positivo al virus, come si procederebbe? Tutte le misure prese fin qui sicuramente aiuteranno a contenere e ridurre l’epidemia, ma non la estirperanno completamente”.

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