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"Il calcio minore, un circolo vizioso…in via d’estinzione?"
"Il calcio minore, un circolo vizioso…in via d’estinzione?"
"Il calcio minore, un circolo vizioso…in via d’estinzione?"
Redazione
9 anni fa
Il nuovo episodio di aggressione su un campo da calcio ha spinto un arbitro a prendere posizione

I recenti episodi legati ai presunti episodi di violenza e di intolleranza avvenuti sui campi di calcio minore e balzati all’onore delle cronache locali (vedi articoli suggeriti), hanno spinto un arbitro di lunga esperienza nei campionati minori a inviarci alcune brevi riflessioni, "non da ultimo anche nell’intento di lievemente sdrammatizzare un fenomeno che ciclicamente si ripresenta puntuale".

Riportiamo di seguito le riflessioni di Emilio Scossa-Baggi, arbitro attivo da più di 44 anni:

"Tutti concordi nel ritenere che si tratta di un fenomeno che tocca la Società prima ancora che il calcio stesso, dove il mondo del pallone non è che il mezzo ideale per sfogare le proprie tensioni, le proprie debolezze, scaricando l’energia negativa accumulata come sempre sulle parti più fragili e indifese del sistema (in questo caso il povero arbitro…). Un fenomeno che si aggrava a dismisura, perlomeno alle nostre latitudini? Non ne sono del tutto convinto: questi “picchi” negativi segnalati, magari anormalmente frequenti e anche ravvicinati, se ben ci si pensa, si ripresentano ad intervalli temporali più o meno regolari, analogamente a molti altri fenomeni della società".

"Il “caso Grassi” è ancora ben impresso nella mente dei non più giovanissimi sportivi ticinesi, ed erano altri tempi, così come altri episodi accaduti, sempre restando ai campi di calcio e/o legati a particolari momenti di alcune società sportive. Questo non significa assolutamente voler sminuire la gravità dei fatti accaduti o peggio ancora giustificarli: qualsiasi episodio che esula dal fatto sportivo va condannato e perseguito con la necessaria fermezza, ma appare del tutto illusorio pretendere di voler estirpare alla radice qualsiasi atto sconsiderato che possa capitare. Forse oggigiorno vengono semplicemente maggiormente amplificati attraverso i mass media ed i nuovi strumenti di comunicazione di cui disponiamo".

"In una di queste recenti circostanze è stata presa di mira la categoria degli Allievi, con la sospensione di un turno di campionato: un segnale forte da parte della Federazione, con l’intento di sensibilizzare i vari attori nella presa di coscienza del fenomeno. Addirittura, ultima ipotesi su questa falsariga e ventilata da una importante Società del Cantone, quella di sospendere le iscrizioni delle squadre Allievi, così come la Federazione stessa ha momentaneamente congelato il corso di formazione per nuovi arbitri per mancanza di candidati…

Purtroppo però, come ben si sa, queste sono misure che penalizzano fondamentalmente i principali interpreti del mondo del calcio, e cioè i giovani calciatori stessi, coloro che sono paradossalmente a tutti gli effetti i meno responsabili degli episodi incresciosi. Genitori, allenatori e accompagnatori, adulti per definizione, sono per contro le persone sovente ritenute quali principali protagonisti e sarebbe quindi piuttosto verso di loro che l’attenzione andrebbe maggiormente rivolta. Ma pure le categorie degli attivi e dei seniori non sono esenti da episodi, riprovevoli a dir poco, ed i riferimenti non mancano di certo (vedi l’ultima recentissima sospensione di una gara di 4a Lega), ad ulteriore dimostrazione che gli adulti, che si presume debbano venir considerate persone mature e responsabili, non sono di certo un riferimento sempre affidabile".

"Appare a questo punto inevitabile considerare tale situazione come una sorta di “gatto che si morde la coda”: che la problematica riguardi come detto la società attuale nel suo complesso non è assolutamente più una novità per nessuno. Andare a colpire sistematicamente con mano pesante queste “mele marce”, e per di più se le vogliamo poi categorizzare, significherebbe purtroppo semplicemente correre il rischio di veder azzerare ogni futuro per uno sport tanto popolare e fondamentale per la crescita dei nostri giovani dal punto di vista dei rapporti sociali e aggregativi fra compagni, educatori, organizzatori, ecc".

"Le difficoltà nel trovare dei volontari per tutte queste indispensabili mansioni sono decisamente enormi ed attuali: allenatori, arbitri, accompagnatori, membri di società, ecc.: non v’è di certo la fila dei pretendenti, figuriamoci cercare di fare una scelta di qualità, anche se questa decisamente s’imporrebbe! Quante sono le squadre di calcio che si sono ritirate negli ultimi anni? A nessuno interessa più giocare, divertirsi, attraverso questo sport? Non penso proprio, in particolare per i più giovani, ma evidentemente questi non possono essere lasciati ed abbandonati a sé stessi".

"Quindi ci risiamo, occorre mendicare perlomeno le funzioni indispensabili, basate naturalmente sul volontariato e bendandosi talvolta gli occhi circa le capacità, le competenze, la responsabilità, i valori umani e pedagogici, e così via. Soluzioni alternative…? Solo tamponamenti puntuali, correttivi che si possono adottare al sistema, provvedimenti severi, magari con segnali forti, ma sicuramente nessuna che potrà rivelarsi miracolosa!"

"La sensibilizzazione, l’educazione, il coinvolgimento responsabile di tutti i componenti del sistema calcio già citati, sono dei presupposti che non si possono acquistare al supermercato, occorre inevitabilmente passare attraverso un lungo ed impegnativo lavoro che coinvolga tutte le parti in causa. E allora forza, ma solo se lo vogliamo veramente e ne siamo ben convinti, godiamoci la pausa di fine campionato e poi rimettiamoci al lavoro, che la strada è molto impegnativa e irta di ostacoli…pena l’estinzione!"

Emilio S. Baggi, arbitro

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