
"Il nuovo allenatore Philippe Bozon ha individuato carenze e priorità e ha agito di conseguenza pianificando una dura e rigorosa preparazione estiva per cercare di riformare uno spirito di squadra". E ancora: "Bozon, con il DS Roland Habisreutinger, ha poi lanciato la sua campagna contro edonismo ed arroganza". E così giocatori del calibro di Randy Robitaille e Jeff Hamilton sono stati cacciati per fare spazio "ad elementi che prima del nome altisonante hanno quale caratteristica il carattere e la passione: Clymer, Hennessy, Genoway (in prova) e Burki (in attesa di passaporto svizzero)". Il Blick analizza così il Lugano in vista della prossima regular season. Pronostico sulla posizione in classifica: settimo. Dunque nei playoff. Che è quello che conta. Secondo il quotidiano zurighese però "la routine in questi ultimi anni si è così profondamente radicata nelle menti dei giocatori bianconeri che è sbiadita anche la brillantezza di uno come Nummelin". A Lugano bisognerà dunque riuscire ad invertire la tendenza. E la speranza risiede tutta in... Bozon che a Lugano adatterà quanto "imparato da Chris McSorley a Ginevra". E se ci riuscirà, allora il Lugano “avrà una chance” di giocarsela. Habisreutinger: “Tocca ai giocatori aiutare sé stessi” “E’ difficile discutere i pronostici dei media – ci dice il DS bianconero Roland Habisreutinger - perché uno dice una cosa e un altro il contrario. Inoltre non voglio entrare nei dettagli di quanto scrivono. Ognuno ha la sua idea, ma penso che per il Lugano per il movimento è bene che i media ne parlino”. Secondo il Blick a Lugano tutto gira attorno al cambio di mentalità imposto dal duo DS-coach. “Ma questo - rende attenti Habisreutinger - non è un compito esclusivamente nostro. Tocca ai giocatori cambiare attitudine. E devono farlo anche per il loro interesse personale. Io e Bozon cerchiamo di dare loro una mano in questo senso. E di portare avanti questo processo. Ma tocca ai giocatori aiutare sé stessi”. E il Lugano… alla Servette? “Ogni allenatore può approfittare delle esperienze acquisite in carriera – ci dice il DS bianconero – ma poi ognuno ha il suo stile. Bozon ha delle buone esperienze vissute nei suoi anni passati a Ginevra, ma è sbagliato dire che imiterà McSorley. Un coach, per avere successo, deve seguire la sua strada e stare bene nella sua pelle”. [email protected]
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