
Si è chiusa oggi l’Olimpiade di Lara Gut; che la ragazza di Comano faccia sempre discutere e divida opinione specializzata e tifosi in 2 fazioni ben distinte non è piú una notizia.
1 bronzo in discesa, e un quarto posto quanto mai di legno nell’amato Super G, oltre al 9° posto di oggi in slalom gigante, sono un bottino di tutto rispetto.
A lei l’ardua sentenza finale se essere soddisfatta o meno.
Reazioni, lacrime, mezzi sorrisi forzati che potrebbero essere interpretati in diversi modi.
Certo la parte irrazionale dell'animo,il pathos, che un evento come l'Olimpiade genera è una forza emotivamente unica: difficile quindi comprendere dall'esterno quel che si vive durante i giochi dell’antica città di Olimpia, si puó pertanto capire la delusione patita per un solo decimo di ritardo senza trarne facili capi d’accusa.
Comprensibile sí, umana, ma che con un po’ piú di maturità potrebbe essere meglio gestita.
Dominique Gisin e Tina Maze non sciavano su un’altra pista, nello sport bisogna anche saper perdere, l’eccezione è vincere! L’alternanza tra vittoria e sconfitta è la regola, il sublime fascino dello sport.
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