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Il Berna può aprire un ciclo
Redazione
16 anni fa
Preseason 2010/11: ecco la nostra analisi, squadra per squadra. Il Lugano tra le "mine vaganti". L'Ambrì dovrà pensare a salvarsi

Stasera torna il campionato. E parte la caccia al Berna. Che sulla carta è però ancora una volta la squadra più forte. Le candidate al titolo sono Berna, Servette, Davos e Zugo. Le mine vaganti: Zsc Lions, Lugano, Friborgo Gotteron e Kloten. Quelle che dovranno anzitutto pensare a salvarsi sono invece Rapperswil, Ambrì Piotta, Bienne e Langnau Tigers. Le candidate al titolo Primo: Berna. In difesa ha perso in fantasia con l’addio del “genietto” Josi che tenterà di sfondare a Nashville, ma con Kwiatkowski e Krueger ha acquistato in chili e forza d’intimidazione. E in attacco con Gardner (un campionato con più di 50 punti, quattro con 40 o più punti e quattro con 20 o più punti) uno dei migliori cecchini svizzeri. La squadra della capitale ha un solo difetto: Larry Huras vince facile, ma raramente si ripete. Stavolta però a berna ha tutto - in potenza economica, visione e competenza - per riuscirci. E aprire un grande ciclo. Secondo: Servette. Non ci sono dubbi: Chris McSorley quest’anno vuole vincere il campionato. E per riuscirci ha ingaggiato le due ex star della NHL Brian Pothier e Richard Park, l’oriundo Eric Walsky e punta anche Dan Fritsche. Il colpo è Park: nelle ultime tre stagioni, con i debolissimi NY Islanders, ha messo a segno ogni anno più di 30 punti. In Svizzera può sfiorare i 60. La LN ha una nuova luminosa stella. Terzo: Davos. Arno del Curto punta sulla Cechia connection: Marha, Sykora, Taticeck, Bednar. E nelle interviste sui media nazionali si nasconde e dice di non vedersi tra le favorite, ma sa benissimo di avere tra la mani una squadra di grande talento e potenzialità. L’inizio campionato rischia di essere un po’ difficoltoso, ma quando tutti gli infortunati saranno disponibili il Davos tornerà in alto. E nei playoff si punterà al titolo. Quarto: Zugo. Stadio nuovo, la squadra più cara di sempre e tre acquisti di spessore: Metropolit, Sutter e Lindemann. Il colpo è sicuramente il ritorno di Glen Metropolit. Ma attenzione: a Montreal giocava circa 10 minuti a partita e nell’ultima stagione una buona parte dei suoi punti (13 su 29) li ha messi a segno in powerplay. A 36 anni avrà ancora i 25 minuti nelle gambe che una squadra svizzera chiede ai suoi stranieri? Li avrà durante tutta la stagione? Playoff compresi? Le mine vaganti Quinto: Zsc Lions. Il DS Edgar Salis ha rivoluzionato squadra e conduzione tecnica. Puntando su un nuovo coach (Colin Muller ) nuove stelle, un nuovo portiere e un roster più robusto. L’addio a Sulander, per dare fiducia al giovane Flüeler, è una svolta storica. In attacco addio ai gol di Gardner, si punta sulle reti del più giovane, fresco e fantasioso Ambühl. La forza d’intimidazione di Ziegler e Paterlini si farà sentire alle balaustre. E la difesa ha un nuovo playmaker offensivo: Cory Murphy. Una squadra molto solida. Sesto: Lugano. Anche in questo caso siamo di fronte ad una vera e propria rivoluzione. Stavolta nel nome della professionalità e del sudore. Il DS Roland Habisreutinger, spalleggiato dal vulcanico presidente Silvio Laurenti, ha tagliato le mele marce dello spogliatoio, Robitaille e Hamilton, e ha puntato sulla cultura del lavoro di Bozon e su un gruppo di giocatori acquistati non solo per le loro statistiche - Clymer, Hennessy, Reuille – ma anche per il loro spessore nello spogliatoio. I bianconeri sputeranno sangue, questo è sicuro. E un Nummelin sano e in forma può ancora fare la differenza. Se il quarto straniero sarà uno sniper di peso a Lugano quest’anno ci si divertirà parecchio. Settimo: Friborgo Gotteron. C’è grande entusiasmo. E c’è visione. Il progetto è serio e dunque la crescita continua. Quest’anno

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