
Dopo 156 partite, alla fine della scorsa stagione, Sandro Reclari ha salutato la Challenge League. Il Chiasso, giocatore del quale era diventato una bandiera, ha deciso di fare a meno di lui.
Dal giorno dell'addio ai colori rossoblù ad oggi il "Recla" ha un po' sondato il mercato, un po' riflettuto sul da farsi.
Tanti i contatti e le discussioni. In particolare con due squadre: il Locarno e Bellinzona.
"Cosa non ha funzionato con il Bellinzona? Non lo so, devi chiedere a loro. Per me è stata una presa in giro. Continuavano a dirmi "Vieni, vieni, vieni!" ma poi non si sono più fatti sentire. Mi hanno detto di aspettare fino alla definizione della trattativa con Magnetti ma niente, non si sono più fatti vivi. Li ho allora nuovamente chiamati io ma non hanno avuto nemmeno la decenza di rispondermi. In fondo bastava dire che non gli interessavo più. Davvero poca serietà..."
Con il Locarno invece? "Sono felice che mi abbiano cercato ma andare quattro o cinque volte fino a Locarno per me era quasi proibitivo. Le trasferte e gli spostamenti erano difficilmente compatibili con il mio lavoro che mi occupa al 100%".
E allora Castello. "La seconda inter è come un limbo ma è di discreto livello. Andare in seconda regionale era un po' come smettere definitivamente. A Castello mi hanno parlato chiaro sin da subito, in più ho trovato una società molto organizzata e uno spogliatoio unito e coeso."
E il Chiasso? Solo un piacevole ricordo o una ferita ancora aperta? Quanto è dispiaciuto a Reclari non essere domenica a Baulmes per l'esordio contro il LeMont? "Ero a casa con la mia famiglia e stavo molto bene (ride, ndr.) Seguirò sempre i rossoblù, la delusione per come è finita è stata superata. La loro sceta è stata discutibile ma erano liberi di prendere tale decisione. Bellotti mi ha fatto recapitare una lettera con un abbonamento per la tribuna: un bel gesto che mi ha fatto piacere."
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