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I verdetti al giro di boa: Ambrì da playoff, Lugano in affanno
I verdetti al giro di boa: Ambrì da playoff, Lugano in affanno
I verdetti al giro di boa: Ambrì da playoff, Lugano in affanno
Redazione
8 anni fa
I biancoblù hanno ritrovato compattezza ed equilibrio, i bianconeri devono risolvere il "male da trasferta"

Approfittando della pausa natalizia caratterizzata dalla 92ma edizione della Coppa Spengler, parliamo oggi del campionato svizzero di National League, che nel weekend prima di Natale ha oltrepassato il classico giro di boa per alcune squadre.

Una classifica, infatti, che va dal massimo di 30 partite disputate dal Ginevra-Servette alle 27 (minimo) giocate da Zugo, Berna, Langnau, Lugano, Zurigo e Davos.

Classifica, quindi, di difficile lettura, anche se una cosa appare chiara. Quest’anno (almeno sinora), alcune squadre tra le favorite si trovano in netta difficoltà. Ci riferiamo, evidentemente, a Lugano e Zurigo, ancorate sotto la fatidica linea delle prime otto a due rispettivamente tre lunghezze da Friborgo e Ginevra-Servette che, va comunque sottolineato, hanno disputato due rispettivamente tre incontri in più rispetto alle due finaliste dello scorso torneo.

A rimpiazzare zurighesi e bianconeri nelle prime otto posizioni troviamo Ambrì-Piotta e Langnau, autori di una prima parte di stagione rimarchevole.

Ambrì molto più equilibrato rispetto alle precedenti stagioni

In particolare, i leventinesi, che dopo un inizio altalenante ed un prosieguo difficoltoso, ha finalmente trovato la quadratura del cerchio inanellando una serie impressionante di vittorie, che li hanno portati al quarto posto, a quattro lunghezze dal Bienne ed a nove dalla capolista Zugo.

Una media/punti da playoff per la squadra di Cereda

Proseguendo con l’attuale media/punti (1.64), gli uomini di Luca Cereda conquisterebbero ulteriori 36 punti nelle restanti 22 partite in programma, chiudendo la regular season a quota 82, un bottino che assicurebbe a capitan Bianchi e compagni l’accesso ai tanto agognati playoff.

Evidentemente si tratta unicamente di speculazioni numeriche, ma quanto mostrato finora dai biancoblù lascia ben sperare per il prosieguo del campionato. La squadra appare estremamente compatta ed equilibrata in tutti i settori. A cominciare dai due portieri che, in particolar modo per Benjamin Conz, assicurano una certa qual sicurezza alle tre coppie difensive, nelle quali l’inserimento di Samuel Guerra sta rivelandosi oltremodo positivo.

La forza fisica di Fora e Ngoy e la regolarità di Plastino

E pure Isacco Dotti, richiamato ad inizio stagione dai Ticino Rockets, sta rivelandosi un ottimo elemento. In attesa che Kienzle assicuri quell’apporto giustamente atteso da staff tecnico e tifosi, il reparto difensivo, sorretto dal possente Fora e dall’intramontabile ed indistruttibile Ngoy, può contare anche su un giocatore regolare come Plastino, appare molto più equilibrato rispetto alle scorse stagioni.

Zwerger-Müller-Kubalik, Paradesturm da capogiro

Ma un merito per la buona impermeabilità della difesa leventinese, va altresì ascritto all’ottimo lavoro di copertura degli attaccanti, all’immagine di Novotny, erede di Adam Hall negli ingaggi e abilissimo anche nella fase offensiva. Una fase offensiva, che ha nella Paradesturm composta da Zwerger, Müller e Kubalik un atout, così come l'attuale miglior powerplay della Lega, di non poco conto, ma che ha pure nell’austriaco Hofer, nello stesso Novotny, in D’Agostini e Lerg, quattro elementi in grado di costituire un'ulteriore linea offensiva di grande sostanza.E poi, via le altre due linee, nelle quali tutti, a cominciare da Bianchi per finire con Kneubühler stanno dando il loro grande contriburo alla causa biancoblù.

Lugano nettamente sotto le aspettative: Chorney non è meglio di Sanguinetti e Klasen è finora stato dimenticato in tribuna

Detto dell'Ambrì, parliamo del Lugano, che proseguendo sulla media/punti (1.48) conquisterebbe ancora 34 punti terminando la regular season a quota 74. Un punteggio finale, che nelle ultime stagioni avrebbe assicurato la qualificazione ai playoff, ma che in un campionto equilibrato (eccezion fatta per il Davos e per la neopromossa Rapperswil) come quello attuale potebbero anche non bastare.

Il male da trasferta sta frenando il percorso dei bianconeri

Come dimostrano le disarmanti cifre che riguardano le partite in trasferta (soltanto 8 punti sui 39 in palio), il maggiore problema per la squadra di Greg Ireland risiedono nelle partite giocate lontano dalla Cornèr Arena. L'inserimento di Chorney al posto del deludente Sanguinetti non ha portato i frutti sperati e neppure quella di Haapala in attacco, anche se a scusante dell'attaccante finlandese si possono certamente addurre le condizioni fisiche non propriamente ideali.

E se si impiegasse più spesso Klasen?

Anche i numerosi infortuni di inizio stagione non hanno aiutato l'headcoach canadese, accusato di non insistere sufficientmente su Bertaggia e Fazzini, spesso protagonisti nelle precedenti stagioni. E poi, oltre al rendimento inferiore alle aspettative di Lapierre, persiste il problema legato al quasi totale mancato impiego di Klasen, confinato costantemente in tribuna. E a questo proposito, il folletto svedese, impiegato adeguatamente da Vitolinsh alla Spengler, sta dimostrando di non aver certo perso neppure una briciola della su classe e della sua efficacia nella fase offensiva.

A questo punto sarà interessante osservare se con la ripresa delle ostilità prevista (guarda caso) proprio a Davos mercoledì 2 gennaio, Ireland deciderà di richiamarlo sul ghiaccio. Inanto, i tifosi bianconeri (ma non solo loro), potranno ammirare le prodezze tecniche del nazionale svedese proprio sul prestigioso ghiaccio ella Vaillant Arena.

Roberto Quadri

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