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I messaggi di Smith
Redazione
15 anni fa
Stranieri? "Possono dare di più." E sull'arrivo di un sesto straniero: "Se n'era parlato ad agosto. La decisione non tocca a me"

Solitamente pacato e diplomatico, ieri Barry Smith, nell'intervista che abbiamo raccolto alla Resega e che è andata in onda nella puntata di lunedì sera a Fuorigioco, si è lasciato un po' andare ed ha lanciato qualche messaggio. In maniera elegante, come sempre, ha strigliato l'ambiente con un "dobbiamo sveglarci", ha parlato degli stranieri e, velatamente, ha fatto capire che non rifiuterebbe l'arrivo di un sesto straniero. Ecco le parole dell'allenatore bianconero. 

Dopo la spettacolare vittoria in rimonta nel derby, il Lugano ha ricevuto molti complimenti. Poi sono arrivate due sconfitte contro Friborgo e Zurigo. I tanti complimenti vi hanno fatto male?

"Ora non è tempo di complimenti. Ritengo che non stiamo giocando bene, come invece potremmo fare. Ieri (domenica, ndr) ero molto deluso. So che erano passate solo 24 ore dal match precedente e c'è stato anche il viaggio di mezzo, ma il nostro primo tempo contro lo Zurigo é stato piatto dal punto di vista delle emozioni. Non mi é piaciuto come abbiamo affrontato la partita. Non abbiamo giocato al livello delle nostre possibilità. La partita era ancora aperta, stavamo 2-1. Oggettivamente non è stata una grande partita di hockey, tuttavia era aperta, ma non siamo riusciti a pareggiarla. Abbiamo lasciato ancora due punti per strada. Ora, o diciamo che siamo una buona squadra e ci dobbiamo dare una svegliata, oppure semplicemente non siamo bravi. O facciamo il salto di qualità, diventiamo una buona squadra e vinciamo un po' di partite, oppure non parliamone più." 

Quattro sconfitte nelle ultime cinque partite e un powerplay insufficiente. Come risolvere questo momento negativo?"Per risolvere questa situazione c'è bisogno che tutti giochino al massimo delle loro potenzialità. Non siamo abbastanza forti da permetterci di avere solo un paio di giocatori che trascinano la squadra. Non ci arrendiamo facilmente, ma dobbiamo segnare quando creiamo le opportunità. Il nostro powerplay è sicuramente inefficiente e mi prendo la responsabilità per questo, visto che come allenatore decido chi mettere sul ghiaccio. Ovviamente dovremo cambiare qualcosa."

 Ora il Lugano è settimo a soli tre punti di vantaggio sull'Ambrì Piotta, decimo in classifica. Preoccupato?"Non mi interessa in quale posizione ci troviamo adesso, mi interessa se la squadra gioca bene oppure no. Se inizio a guardare la classifica a novembre é perché siamo nei guai. Dobbiamo preoccuparci di giocare bene e poi tutto arriverà di conseguenza. Continuerò a non guardare chi sta un punto dietro e uno davanti perché se noi giochiamo come sappaiamo giocare, siamo tranquilli. Non saremo una squadra da primo o secondo posto, ma possiamo battere tutti. Lo abbiamo dimostrato, ma ci dobbiamo confermare." 

Da qualche partita è assente Niedermyaer, la squadra avverte la sua mancanza?"Certo che la squadra sente la mancanza di Niedermayer. Ma sentiamo la mancanza anche degli altri stranieri, che devono giocare ad alti livelli. Nummelin è il miglior giocatore sul ghiaccio e bisogna riconoscerlo. Gli altri invece possono dare di più. Non puntiamo il dito contro qualcun altro, ma guardiamoci allo specchio e chiediamoci cosa possiamo fare di più." 

Il Lugano secondo lei ha bisogno di un altro straniero?"Ne avevamo discusso in agosto. Se ne discute spesso. Non posso dire se qualcosa si sta muovendo perché onestamente non lo so. Domani mi presenterò qui e la squadra sarà la stessa del giorno prima. Il mio lavoro é far migliorare la squadra. Finché non succede altro, é quello che farò. È il club deve prendere queste decisioni e le prende in base alle disponibilità finanziare e al bene del club stesso.  L'allenatore vuole sempre di più. In agosto, con la società, pensavo che ci saremmo guardati in giro. Ma non sono io a prendere queste decisioni. Le prendiamo insieme, come gruppo.  Se si decide di prendere un altro giocatore

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