
Dopo avere riaperto la serie coi ginevrini, i "fischeriani" chiedono alla seconda partita delle Vernets quel successo che non è giunto martedì scorso e che possa riportarli in parità in questi quarti di finale dei playoff.
Comincia bene il Lugano e la discesa di Walker è lì a testimoniare la voglia di vincere dei bianconeri, ma poi è la squadra di Mcsorley a fungere da protagonista.
Nella porta luganese c'è però un Manzato reattivo, che non si fa sorprendere da nessuna delle iniziative portate dalle aquile in questa fase iniziale di gara ed è pure salvato in un caso dall'asta (errore di Kparghai e tiro di Noah Rod).
E Lugano che non perde l'occasione per attaccare quando si aprono gli spazi giusti: è Klasen a cercare di rispondere agli attacchi del Ginevra con un'azione offensiva, che pero non dà risultati.
È invece Loeffel a riprovarci per i ginevrini, ma senza fortuna.
Un primo periodo, quello delle Vernets, in cui i locali fanno insomma di più della squadra di Fischer, che si fa però valere in fase di boxplay, con grinta e carattere. Da ribadire anche le tempestive parate di Manzato.
Poi? Poi accade che i "fischeriani" sono protagonisti un secondo tempo da antologia: una doppietta di Pettersson (che nelle precedenti 21 gare di questo 2015 aveva realizzato solo 5 reti), il gol di Chiesa e quello numero 13 - in stagione - di Filppula.
Ma non basta: i bianconeri vogliono calare addirittura il pokerissimo e a confezionarlo ci pensa Sannitz, con la complice deviazione di Descloux, chiamato da Mcsorley a rimpiazzare Mayer dopo lo 0-4.
Ma la gara non termina qui: Taylor Pyatt fa 1-5 e Vukovic porta la squadra di McSorley pure sul 2-5.
Nel secondo caso c'è un aggravante: i bianconeri erano infatti in superiorità numerica...
Lugano che scherza davvero col fuoco: Chiesa provoca il rigore che manderebbe le aquile a -2 da un avversario che aveva ormai chiuso la partita, ma il topscorer D'Agostini fallisce.
Nel terzo periodo il 5-2 non basta al Lugano, o almeno questo è il pensiero di Chiesa, che cerca il set tennistico nel sabato delle Vernets.
Succede pure che i supporter della squadra di Mcsorley non brillino per correttezza e il ghiaccio ginevrino vada quindi ripulito dagli inservienti.
In questo ultimo tempo il Ginevra si riscopre, a differenze di alcuni frangenti di questa serie come in gara-1, una compagine fin troppo determinata e, con degli interventi non proprio gentili, pare volere dimostrare al Lugano che nella quarta partita darà battaglia.
Per il resto, piovono altri oggetti e pure bottiglie sul ghiaccio (per protesta) e Mcsorley - poi penalizzato - non vuole fare rientrare i suoi ragazzi. Pure la mascotte se la prende con gli arbitri, ma il Lugano, che confeziona pure il 6. e il 7. gol, ha vinto perché è stato capace di sfruttare le opportunità che si è costruito.
IL TABELLINO:
GINEVRA-LUGANO 2-7 (0-0, 2-5, 0-2)
Reti: 21'25 Pettersson (Hirschi, Filppula) 0-1, 21'54 Pettersson (Klasen) 0-2, 26'04 Chiesa (Fazzini, Steinmann) 0-3, 26'51 Filppula (Klasen, Vauclair) 0-4, 28'41 Sannitz (Kostner) 0-5, 30'37 Ta. Pyatt (Loeffel) 1-5, 31'45 Vukovic (Almond) 2-5, 57'50 Reuille (Diego Kostner) 2-6, 58'49 Walker (Chiesa, Kienzle) 2-7.
LUGANO: Manzato; Kienzle, Vauclair; Andersson, Hirschi; Chiesa, Kparghai; Sartori, Maurer; Pettersson, Filppula, Klasen; Simek, McLean, Bertaggia; Kostner, Sannitz, Reuille; Walker, Steinmann, Fazzini.
Penalità: Ginevra 8x2', Lugano 5x 2'.
Note: Vernets, 7'135 spettatori.
Arbitri: Koch, Wiegand; Borga, Küng.
LE ALTRE PARTITE:
Losanna-Berna 1-2 (2-2 nella serie), Bienne-Zurigo 2-3 d.r. (2-2), Davos-Zugo 2-4 (2-2).
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