
Uno storico club scozzese, i Rangers di Glasgow, non parteciperanno al prossimo campionato di Scottish Premier League. Ieri infatti sono stati 10 su 12 i club scozzesi che si sono espressi contro l’ammissione dei Rangers al prossimo campionato. Un club si è astenuto e, logicamente, il solo voto favorevole è arrivato dai Rangers stessi.Ora i Rangers potranno chiedere ancora di poter giocare nella SPL ma non è ancora chiaro in quale categoria verranno inseriti. Il club di Galsgow era entrato in amministrazione controllata lo scorso mese di febbraio per motivi finanziari. Infatti c’erano ben 134 milioni di debiti verso i cosiddetti “unsecured creditors”, ossia creditori che non avevano più garanzie che i loro crediti potessero essere onorati.In seguito la società è stata liquidata e acquistata da Charles Green, ex amministratore dello Sheffield United, per 5,5 milioni di sterline.Una decina di giocatori però si sono rifiutati di trasferire il loro contratto nella nuova società.Non si sa ancora chi prenderà il posto dei Rangers nella massima divisione scozzese. Forse il Dunfermline, retrocesso la scorsa stagione, oppure il Dundee che era arrivato secondo in First Division.Con i Rangers che scompaiono, perlomeno provvisoriamente, dal massimo campionato scozzese, viene quindi a mancare uno dei derby più caldi d’Europa. Infatti la rivalità con i Celtic non si limita di certo all’appartenenza alla stessa città. Ci sono motivazioni molto più forti. Il Celtic è la squadra degli immigrati irlandesi cattolici (infatti alle loro partite sono molti i vessilli d’Irlanda che sventolano) che non vedono di buon occhio l’Inghilterra “padrona”. Mentre i Rangers sono la squadra dei protestanti, leali verso la corona britannica. MM
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