
I bianconeri tornano in pista dopo una pausa di lavoro. Le feste per l’HC Lugano, più che altro sono servite a Serge Pelletier per comprendere meglio la sua squadra e a Capitan Chiesa e compagni per ritrovare fiducia e assimilare un nuovo stile di gioco dopo aver principalmente subito e sofferto quello di Sami Kapanen.
La deficitaria posizione di classifica e un gioco abulico hanno leso il morale di una squadra che è abbondantemente al di sotto delle proprie doti tecniche. Il Lugano domani sera ha la possibilità d’invertire la rotta contro una diretta avversaria, il Friborgo. I bianconeri lo sanno e di certo una tabella di marcia da qui a regular season l’avranno stilata per rientrare a fine febbraio tra le prime 8.
“Ci siamo dati degli obiettivi ben precisi a corto termine e adesso ci concentriamo su questo per non sprecare troppe energie nella rimonta” ha affermato Alessandro Chiesa, capitano dell’Hockey Club Lugano, ai microfoni di TeleTicino e ha aggiunto che la concentrazione andrà principalmente “su blocchi di tre partite e a fare più punti possibile”. Il capitano spiega che questa è “la via che ci è stata fatta vedere per riuscire a fare i playoff”.
“Durante la pausa abbiamo avuto veramente il tempo di lavorare e con Serge è un altro sistema di gioco” ha detto Chiesa. Il lavoro, spiega Chiesa, si è focalizzato molto sul “lato tattico e anche fisico per farci trovare pronti domani che è una partita non solo di 3 punti ma da 6 punti ed è molto importante per noi”.
Ma alla Corner Arena, non è tempo solo per Serge Pelletier, c’è tanto lavoro anche per Paul Di Pietro, infatti il suo killer instinct sotto porta e le sue ammirate doti in powerplay potranno essere utili a una squadra che ha terminato il 2019 con le polveri bagnate.
“Con Paul - spiega Chiesa - ho giocato un anno a Zugo ed oltre ad essere una persona che vive di hockey, è una persona molto positiva e che sicuramente fa bene al gruppo”.
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