
Un giro lungo e complicato quello che ha riportato a Bellinzona Branko Bankovic, un caso che fa riflettere sul mondo del pallone, procuratori e false promesse.
Ma procediamo con ordine, terminata la stagione l'attaccante si mette in contatto con il Rapperswil, squadra con la quale inizia la preparazione e un accordo appare in dirittura d'arrivo, sennonché:"Ricevo una chiamata da un procuratore - ci spiega Bankovic - una squadra della seconda lega Ceca (Fastav Zlin ndr) cercava un attaccante con le mie caratteristiche, ho accettato la sfida, sarebbe stata una buona possibilità per rilanciare la mia carriera. Sono stato da loro una settimana andava tutto bene. Infatti mi hanno proposto un contratto, solo che era scritto nella loro lingua. Ho chiesto allora di averne una tradotta da firmare. Non sembravano esserci problemi, nel frattempo mi hanno pagato il biglietto per tornare a casa a prendere le mie cose. 2 giorni e sono tornato in macchina, con l'intenzione di fermarmi per tutta la stagione".
E invece?
"Invece al ritorno la cifra scritta sul contratto era ridotta di circa il 50%, non ho firmato e chiesto spiegazioni. Mi hanno detto che era stato il presidente a stabilire la cifra e che comunque mancava ancora una partita amichevole all'inizio della stagione e che se avessi giocato bene magari avrebbero rivisto l'ammontare del contratto. Non mi sono piú fidato, era chiaramente un pretesto, avrebbero detto che avevo giocato male".
In Repubblica Ceca peró fino a quel momento era andato tutto bene, sotto un profilo del gioco?
"Si, l'allenatore era contento. Conosce anche Pavel Pergl e so che si erano sentiti, che erano convinti di puntare su di me".
A quel punto sei tornato a Rapperswil.
"Si, a quel punto sono tornato, ma il presidente che è una persona molto schietta mi ha detto che con il budget a me destinato avevano ormai preso un altro".
Quindi il ritorno in granata, un accontentarsi?
"No, assolutamente. Basti guardare allo staff di allenatori che ha il Bellinzona, e a una squadra che a mio parere potrebbe lottare per salvarsi in Challenge League. Forse mancherebbe un po' di profondità in panchina, non siamo coperti con almeno due giocatori per ruolo per un campionato di quel livello. Ma a mio parere potremmo starci anche noi. Sono contento di essere a Bellinzona, c'è un progetto a lungo termine che potrebbe riportare giocatori come Maffi, Forzano e anche altri a giocare ai livelli che gli competono".
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