
Hockey fermo fino al 15 marzo per l'emergenza di coronavirus. Che aria si respira alla Valascia? I colleghi del Tg Sport hanno chiesto a Luca Cereda come la squadra sta affrontando questo particolare momento. "Daremo qualche giorno libero per lasciare andare un po'. È impensabile tenere l'intensità mentale per due settimane di fila" risponde il tecnico biancoblù.
Quali norme igienico-sanitarie avete introdotto?"Quelle che ha diramato la Confederazione, lavare le mani frequentemente, starnutire nella manica e poco più. Quelle proposte dagli esperti"
Com'è giocare senza pubblico?"È sicuramente diverso. Mi sono ricordato il tempo degli juniori. Quando c'è pochissimo pubblico, questo sicuramente toglie un po' di pressione sulle squadre. Nei momenti in cui si creano occasioni da gol o quando c'è tanta emozione sul ghiaccio, viene a mancare quell'escalation, quell'aumento di emozione che è il bello dello sport. Un peccato".
Non ci sono neanche le bagarre..."Appunto. Le bagarre succedono quando le emozioni sono portate al limite. Ing generale, le emozioni si vivono comunque, ma in maniera meno forte. Noi giochiamo per sentirle, ma anche chi viene alla pista vuole sentirle. E se ce ne sono meno sul ghiaccio, passano anche meno attraverso la televisione".
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