
Questa sera a "Fuorigioco @ home" è intervenuto Elvis Merzlikins (clicca qui per rivedere la puntata).
L'ex portiere del Lugano, attualmente in forza ai Columbus Blue Jackets è tornato sui suoi primi mesi in NHL.
A un inizio traumatico ha fatto seguito un'impennata nelle prestazioni. Otto vittorie consecutive, 5 shutout in 8 partite e una media di parate del 92.3%.
"All'esordio mi è scesa la lacrimuccia, sognavo lo shutout e invece abbiamo perso 7-2. All'inizio non andava, non capivo cosa dovevo fare - ci ha confidato il 25enne portiere lettone - Ho iniziato male, nella mia testa avevo tanti pensieri. Mi chiedevo se ero pronto o meno. Nella mente avevo tutti i sacrifici che ha fatto mia mamma per farmi arrivare sino a qui. Le prime nove partite le ho perse tutte. In tanti mi scrivevano che sono un vergogna per la Lettonia, che a Natale sarei tornato a Lugano. A dire il vero anche io ho iniziato a credere che sarei dovuto tornare in Svizzera. Tutti questi messaggi mi hanno però tirato fuori la rabbia. Sapevo di essere capace a chiudere la bocca a questa gente. Volevo dimostrare a tutti, a quelli che non hanno mai creduto in me, quello di cui sono capace. Sono grato a queste persone per avermi spinto sin qui."
A spingerlo nella sua crescita anche coach Tortorella, un personaggio davvero speciale..
"Appena sono arrivato mi ha detto: "Sappiamo che sei il miglior portiere in Europa ma a noi non frega nulla, qui è un altro mondo. In una partita a Winnipeg ho commesso un errore che ci è costato la partita, l'allenatore mi ha chiamto per un meeting e lì è cambiato tutto. Non è stato un bel momento nel suo ufficio ma ho capito tante cose. A dire il vero però di lui preferisco non parlarne molto. È uno che sa metterti in soggezione."
Nel corso della puntata è intervenuto anche Larry Huras. Il tecnico canadese ha incontrato all'allora Resega un giovanissimo Merzlikins.
"Quando l'ho conosciuto ho subito pensato che per lui ci sarebbero state solo due strade: o esponente della mafia russa o portiere in NHL (ride,ndr.). Sono molto felice per lui, ha sempre voluto migliorare e raggiungere i massimi livelli. Chi a Lugano ha lavorato con lui deve essere fiero per i traguardi che sta raggiungendo."
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