
Il 5 aprile è una data molto cara ai tifosi dell'Hockey Club Lugano: esattamente 18 anni fa, i bianconeri vinsero infatti il loro quinto titolo nazionale nientemeno che "nella tana del nemico", alla Valascia, contro l'Ambrì-Piotta. Quest'anno però, il 5 aprile per i bianconeri significa vacanze, poiché il cammino dei bianconeri in questa stagione si è appena interrotto la scorsa settimana, nella serie di semifinale dei playoff contro il Berna. Di questo e molto altro ha parlato quest'oggi Vicky Mantegazza ai microfoni di Radio3i, ospite della trasmissione Senza Rete.
Cosa manca allora per riportare il titolo in riva al Ceresio? "Manca davvero poco, l'abbiamo dimostrato sia l'anno scorso che in questo, giocandocela alla pari col Berna che è una squadra fortissima. Tutti noi, io in primis, dobbiamo provare a dare quel qualcosa in più, lavorando sulla mentalità vincente."
Il ruolo di presidente
La numero uno bianconera è tra le poche presidenti donna, in un mondo che parla quasi sempre al maschile. Difficile farsi rispettare? "L'importante è che quello che fai e se lo fai con passione. Io non ho mai avuto problemi." Nemmeno l'importanza della famiglia alle spalle, sembra avere mai preoccupato Vicky: "Essere la figlia di una persona come mio padre è solo motivo di orgoglio. Tra l'altro ci sentiamo quotidianamente e parliamo di hockey."
Per Vicky Mantegazza però, non sono mancati i momenti di difficoltà. Come da lei stessa raccontato, quest'anno è stata a un passo dal mollare il progetto: "Quando c'è stata la grande contestazione ho veramente pensato di mollare, perché senza serenità non posso riuscire a lavorare per il bene del Lugano."
Le vecchie glorie
Ai tifosi che chiedono il ritiro della maglia di Steve Hirschi, la presidente ha risposto confermando che presto qualcosa potrebbe succedere: "Per il ritiro della maglia dei giocatori abbiamo fissato alcune condizioni. Hirschi in effetti le rispetta, quindi ha delle buone probabilità che la prossima volta che entrerà nella Resega vi troverà la sua maglia alzata."
Sempre in tema di ormai vecchie conoscenze della Resega, innumerevoli sono i tifosi che non hanno dimenticato le gesta di Petterli Nummelin, che a 44 anni continua a battagliare sul ghiaccio: "Potrà tornare magari, ma solo quando smetterà di giocare!", ha affermato Mantegazza sorridendo.
Il futuro
Dopo la conferma di Klasen nella rosa della prossima stagione, permangono dei dubbi sul conto di Patrik Zackrisson: "Stiamo facendo delle analisi di fine stagione - ha spiegato ai microfoni di Radio3i - Al 70% potrebbe essere un no." Finirà il rapporto con Martensson, mentre "Lapierre è praticamente confermato e Fazzini ovviamente resta".
Su quanto fatto sul ghiaccio dagli stranieri, nelle scorse settimane sono piovute critiche all'indirizzo di Roland Habisreutinger, che la numero uno bianconera ha tenuto a difendere: "So benissimo che ci sono persone che aspettano solo che il DS dica qualcosa per dargli contro."
Passando invece alla guida tecnica, chi sarà alla balaustra? "Io no - ha risposto ironicamente Mantegazza - Ci siederemo al tavolo e faremo le nostre analisi, dando la possibilità a Greg Ireland di presentare i suoi desideri e le sue analisi. Il lavoro che ha svolto lo reputiamo eccellente... Il grande lavoro di Greg si è indirizzato sul lato umano e indubbiamente si è conquistato il rispetto dei giocatori".
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