
L'HC Lugano - seguendo l'esempio di Kloten e Davos - punta sempre più sui giovani di talento. Marco Ronchetti, presidente della Sezione Giovanile, Ruben Fontana, presidente della Commissione Tecnica e Jörg Eberle, direttore sportivo dell'HCL, hanno illustrato oggi ai media la politica sportiva giovanile del club e la sua integrazione nella strategia globale presente e futura dell'Hockey Club Lugano. L'amplimento della base della piramide (attualmente 360 ragazzi), la crescita di qualità e intensità negli allenamenti e un'organizzazione sempre più professionale ad ogni livello permettono l'accelerazione di una fase di crescita già in corso e un nuovo sbocco programmatico. Non va in questo senso dimenticato che questa strada è già stata imboccata da qualche anno, tanto è vero che oggi una dozzina di giovani interamente formati a Lugano militano in serie A o in serie B. La riflessione, condivisa sia a livello dirigenziale sia dallo staff tecnico della prima squadra, è ora quella di creare a Lugano un polo di formazione per giovani talenti appartenenti alle selezioni Nazionali a partire dall'Under 16 fino all'Under 18. Una strategia a medio termine per un progetto concreto che parte da quattro certezze: la volontà di rimanere ai vertici nazionali, la difficoltà nel far fronte alla competizione finanziaria con i grandi club della Svizzera interna e quindi la necessità di affrancarsi almeno parzialmente dalla corsa al rialzo per gli stipendi di giocatori anche di seconda fascia, l'esigenza di creare nuovo entusiasmo e condivisione con il pubblico e la solidità del movimento giovanile in tutte le sue componenti. Con uno staff tecnico rafforzato con gli innesti di tre nuovi professionisti del calibro di Mike Mc Namara, Luigi Riva e Krister Cantoni, che vanno ad aggiungersi a Sandro Bertaggia (assistant coach della prima squadra ma pure responsabile della formazione della Sezione Giovanile), Dmitri Tsygourov e Dusan Sidor, l'HCL ritiene di poter attirare con continuità verso Lugano giovani talenti che possano completare e conferire maggiore qualità agli effettivi delle proprie squadre di punta, esattamente come già avviene negli altri club confederati. Appare infatti utopico e illusorio pensare di poter rimanere autonomi a livello di alimentazione della prima squadra ogni anno in un contesto di alto livello. L'Hockey Club Lugano dispone oggi di tutte le condizioni per divenire un polo di formazione attrattivo e credibile a livello nazionale: uno staff tecnico adeguato, squadre competitive in tutte le categorie di età, una compagine ambiziosa in prima divisione (Ceresio), la capacità di accompagnare i ragazzi in un percorso scolastico (Tenero) o di apprendistato e contratti di formazione interessanti ed equi con incentivi standard (ad esempio in caso di convocazione nelle selezioni Nazionali) o individuali a dipendenza della provenienza dei giovani talenti (alloggio, trasporti pubblici, materiale scolastico, ecc.). Non una rivoluzione ma un passo importante nella giusta direzione.
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