
Erano un centinaio sabato sera, verso la una e mezzo di notte, ad aspettare il bus del Lugano di ritorno da Langnau. I tifosi, in maggioranza della curva nord, non avevano digerito la netta sconfitta subita un paio di ore prima dalla propria squadra, tanto che chi aveva intrapreso la trasferta in terra bernese, aveva optato per l'abbandono della pista a metà gara. Partiti presto, sono arrivati alla Resega con ampio anticipo rispetto ai propri giocatori, attesi per una contestazione che alla fine dei conti si è fortunatamente rivelata pacifica e senza dubbio civile. Srotolato uno striscione che diceva a caratteri cubitali "vergogna", i tifosi hanno poi fermato il torpedone con i giocatori e davanti ai loro occhi hanno cantato per qualche minuto il loro disappunto. Qualche coro ("onorate la maglia che indossate", "Mercenari", "andate a lavorare"), bengala e un colloquio chiarificatore con il presidente Paolo Rossi, accorso anche lui prontamente alla Resega per capire ciò che sta accadendo. Alla fine è filato tutto liscio: i giocatori sono potuti tornare a casa e i tifosi si sono ritirati civilmente. Insomma, una protesta forse discutibile, ma svoltasi in una forma tutto sommato [email protected]
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

