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HC Lugano, oro e carbone
HC Lugano, oro e carbone
HC Lugano, oro e carbone
Redazione
8 anni fa
Una notte d’altri tempi, ma attenzione a non esaltarsi troppo perché i tempi sono questi, fatti di alti e bassi

Ciò che più sorprende della goleada di ieri sera è proprio la sorpresa. Una notte d’altri tempi per il Lugano, ma attenzione a non esaltarsi troppo, perché i tempi sono questi, fatti di alti e bassi, di impegno, lavoro e buoni proposti spesso poi traditi sul ghiaccio della partita, quello dove i punti contano.

Il Lugano è tornato? Presto per dirlo, certo le antenne degli avversari si saranno raddrizzate, perché anche se di questa squadra abbiamo imparato a non fidarci, averla tra le pretendenti ai playoff non fa piacere a chi nei quarti di finale dovesse ritrovarsela in mezzo al cammino. Perché la squadra di Greg Ireland fa, disfa, addirittura esagera come ieri sera a Losanna, capace di compiere e sprecare, farci divertire prima di una leggerezza che può rovinare tutto come successo sovente.

Oro e carbone insomma, mentre Maxime Lapierre, tornato al gol, guida un manipolo di guastatori (del gioco avversario ndr), sì perché la classe al momento sembrano averla solo Gregory Hofmann e Linus Klasen, la squadra tira, spreca e gioca, in buona sostanza è viva.

Di certo, ma non solo per il grappolo di reti insaccate a Losanna, Alessandro Chiesa e compagni da Malley ci dicono che non sono condannati a un campionato di consolazione. Il tutto in attesa di una verifica da scontro diretto tra 48 ore all’Hallenstadion, in quella che potrebbe essere la vendetta, consumata fredda, della finale dello scorso campionato. L’occasione per ridare colore a questo film, fin qui, in bianco e nero.

Il Lugano, unicamente per colpe proprie, è destinato a una rincorsa sulla quale puntano quasi tutti, innamorati come siamo di un’incertezza da gran finale.

Stefano Sala

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