
Gabriele Giulini, presidente dell'AC Bellinzona si è presentato davanti ai media ticinesi per fare il punto della situazione. Presenti all'incontro, che si è svolto presso l'Hotel Villa Sassa di Lugano, anche Hakan Yakin, membro del cda, e l'allenatore Martin Andermatt. Fra i primi motivi che hanno spinto il presidente a tenere questa conferenza ritroviamo il bisogno di tutelare sia l'ACB, sia gli investitori che se stesso. Molta, infatti, la delusione da parte di Giulini per come alcuni media hanno gestito la situazione. Il presidente non dimentica, come Il Caffè lo abbia definito "un mostro" in prima pagina. "Il livello mediatico - ha spiegato - è andato oltre i limiti. La mia famiglia è stata coinvolta e questo non doveva succedere. Ho già parlato con i miei legali che stanno controllando se ci sono gli estremi per una querela". Giulini non condivide questo accanimento nei suoi confronti, soprattutto sapendo "di aver dato sempre il massimo impegno e di aver sempre preso con estrema serietà il bene del club e il progetto dello stadio". "Non potendo farcela da solo", ci spiega, "ho cercato di rafforzare il progetto tramite degli investitori. Ma sfortunatamente problemi nella tempistica hanno impedito il concretizzarsi dell'investimento". Nonostante questo "confida molto nel sistemare la situazione nei prossimi giorni". Speranza e preoccupazione nelle parole del presidente, che inoltre non nega di sentire molto il timore nell'idea di dover veder svanire l'ACB dopo 109 anni di storia. "È per questo che sono qui - ha ribadito - credo in questo progetto e in questo club, lo si può veder anche dalle risorse che ho messo". Ricordiamo che grazie allo sblocco di 1.2 milioni di franchi da parte della Swiss Football League (soldi che, ricordiamo, sono naturalmente dello stesso Giulini) il debito è sceso da 4 milioni a 2.8 milioni. Un ringraziamento è andato proprio alla Swiss Football League, per la comprensione che hanno mostrato nei suoi confronti. Non solo i media, però fra le critiche del presidente. Un appunto è stato indirizzato al comune di Bellinzona "ho grande rispetto per il Municipio di Bellinzona, ma abbiamo ospitato la loro pubblicità sul pullman con il quale giriamo per tutta la Svzzera e avevamo sempre rispettato le tempistiche. A gennaio non è successo, ma un Municipio che tiene alla propria squadra la prende sotto braccio. Il nostro progetto è importante ma siamo stati messi subito alla ghigliottina. Spero che invece il Comune di Arbedo non si faccia influenzare troppo da quanto successo, il mio impegno rimane massimo." "L'AC Bellinzona deve andare avanti con o senza di me" asserisce Giulini. "Naturalmente io spero e farò di tutto per esserci, ma sarei disposto a farmi da parte qualora fosse necessario". Tra i sogni del presidente "abbiamo il desiderio di andare in equilibrio di bilancio, e che il club non debba dipendere più da una sola persona." "La situazione non è di certo facile, soprattutto se si tiene in conto il fatto che le entrate per una squadra ticinese non siano molte". La focalizzazione dei media non è di certo comparabile al mondo del calcio internazionale, gli introiti dai diritti televisivi sono bassissimi e anche il numero di tifosi è ristretto. Non possiamo dunque basarci su grandi entrate su questo fronte", spiega Giulini. Questi i punti principali che ha toccato il presidente nel corso della conferenza stampa. Però, come ha voluto ricordare, ciò che lo ha più spinto a non mollare e a tenere questo incontro è stato il supporto dei tifosi, soprattutto dopo l'affetto dimostrato ieri mattina verso la squadra e verso il club. Sono questi attestati di solidarietà ad averlo aiutato in questo periodo e ad avergli dato la forza per continuare e cercare altri aiuti. "Tutta la mia stima va anche a Martin Andermatt, che sta guidando la squadra in condizioni davvero difficili, ai giocatori e ai dirige
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