
Ieri durante Fuorigioco l'ex presidente del Bellinzona Andrea Rege Colet la notizia shock: “Un mese fa, io e Lalo Delcò, che rappresentiamo un gruppo di investitori locali, abbiamo cominciato a guardare le carte del club per cercare di salvare la società. Avevamo parlato in un secondo tempo con la famiglia e c’erano tutti i presupposti per salvare il Bellinzona. Noi avremmo partecipato coprendo un quarto del debito (circa 4 milioni) e la famiglia con il restante. Si pensava di poter arrivare a un accordo e invece il presidente Giulini non ha accettato questo aiuto. È giusto che la gente e i tifosi del Bellinzona sappiano la verità, perché se giovedì le cose dovessero andare male è giusto dire quello che è capitato."La domanda nasceva spontanea. Perché Gabriele Giulini non ha accettato l’aiuto dei fratelli e del gruppo ticinese? Sempre Rege Colet: “È una domanda alla quale non so rispondere. Il presidente non ha voluto questa mano che eravamo pronti a dargli. Ora la mia speranza è che lui giovedì faccia un autentico numero e si presenti in pretura con i soldi per salvare il Bellinzona. Altrimenti sarebbe gravissimo”. La risposta di Giulini però non ha tardato ad arrivare. Il presidente del Bellinzona ha infatti smentito queste dichiarazioni. Ecco il comunicato dell'avvocato Emanuele Stauffer:"A nome e per conto del dott. Gabriele Giulini, appare opportuno reagire ad alcune delle risultanze emerse in occasione della trasmissione Fuorigioco del 15 aprile 2013. La famiglia del dott. Gabriele Giulini, a cui si è fatto più volte riferimento, gli è vicina e lo sostiene nella difficile situazione che egli sta vivendo. Non è però entrata in linea di conto un’immissione di capitali da parte della famiglia nell’ACB SA". "In questo senso, è errato e fuorviante sostenere che Gabriele Giulini non avrebbe accettato l’aiuto dei fratelli. Vero è per contro che Gabriele Giulini sta attivamente cercando soluzioni in vista di garantire il futuro della squadra, così come ha sempre favorito il dialogo con tutte le cordate potenzialmente interessate all’ACB SA, comprese quelle locali, le quali – è doveroso segnalarlo - non erano in grado di offrire da sole un supporto finanziario sufficiente per fronteggiare le esigenze attuali e future del club."
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