
Le affermazioni rilasciate ieri al Blick dal CEO dello Zurigo Lions Peter Zahner hanno immediatamente provocato la reazione della controparte (nella fattispecie gli agenti dei giocatori), tanto che oggi, sul portale del foglio zurighese, ha voluto esprimersi il manager ed ex difensore dello Zugo Daniel Giger.
Il 44enne agente della 4Sports Team dichiara di non comprendere le critiche di Zahner nei confronti della sua categoria, accusata dal direttore generale dello Zurigo di "spremere i club di hockey svizzeri come dei limoni".
Giger afferma che Zahner è al corrente del fatto che in ultima analisi, sono sempre i club a decidere quanto pagare i nuovi giocatori e non l'insistenza degli agenti.
Inoltre, sempre secondo l'agente della 4Sports, in caso di aumento del numero di stranieri da 4 a 6, i club di punta svizzeri non si lancerebbero - come affermato da Zahner - su giocatori dal basso costo provenienti dal Nordeuropa o dall'Est europeo per rinunciare ai loro migliori svizzeri.
Sempre secondo Giger, l'incremento di giocatori stranieri non metterebbe assolutamente sotto pressione la sua categoria, poiché il mercato si autoregolerebbe da solo.
Negli ultimi anni, secondo Giger, in Svizzera sono giunti stranieri dal prezzo ragionevole come Shore e Sanguinetti, elementi poi rivelatisi di buon livello per la National League e in seguito corteggiati dai club più ricchi con la conseguente esplosione dei salari.
A questo proposito, nella decisiva votazione in proramma il il prossimo 14 novembre, il coach del Ginevra-Servette Chris McSorley ha già dichiarato che appoggerà il progetto del CEO del Berna Marc Lüthi, perché convinto che la riforma renderà più competivi i club meno abbienti.
Una presa di poizione, quella del tecnico servettiano, non condivisa da Giger, secondo il quale "le società con mezzi finanziari più modesti, non potranno ingaggiare i migliori stranieri sul mercato, concedendo ai top club ulteriore terreno indebolendosi così ulteriormente".
Concludendo, da qui al 14 novembre passerà ancora molta acqua sotto i ponti e qualche società potrebbe anche cambiare opinione o in un senso o nell'altro. Affaire à suivre.
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