
"Io non ho chiesto niente. Naturalmente sono molto onorato”. Con queste parole l’avvocato luganese Giangiorgio Spiess commenta oggi il titolo di membro d’onore conferitogli negli scorsi giorni dalla UEFA. Un riconoscimento di assoluto prestigio per tutto il calcio rossocrociato. Spiess è l’unico svizzero membro oggi del Comitato esecutivo dell’UEFA e ci siederà fino alla fine del mese di giugno. L’unione delle 53 federazioni calcistiche europee, che rappresenta in totale 25 milioni di giocatori, lo ha eletto membro d’onore “in riconoscenza del suo impegno eccezionale in favore del calcio europeo”. Un’onorificenza che, in 55 anni, è stata assegnata solo ad altri sette dirigenti europei. Il che è tutto dire. “Il titolo di membro d’onore me l’hanno dato su proposta del presidente della UEFA Michel Platini”, racconta ancora Spiess. “Ho fatto parte per 13 anni del Comitato esecutivo e si vede che il mio lavoro ed il mio sforzo sono stati riconosciuti. Questo è come un ringraziamento per tutto il lavoro svolto". Che dirigente è Michel Platini? “Sta lavorando molto bene. Le sue capacità dirigenziali sono indubbie. Michel inoltre può mette sul tavolo tutto il suo prestigio. Ha fatto tanto. Tutto. Il giocatore, l’allenatore, il dirigente. Sono queste le persone che devono essere alla testa della UEFA. Non solo i burocrati, ma anche le persone di campo. E nelle ultime generazioni di giocatori ci sono diverse personalità interessanti oltre a Platini. Come i tedeschi Franz Beckenbauer e Karl Heinz Rumenigge o l’italiano Demetrio Albertini”. Da un fuoriclasse ad un altro. Che mi dice di Diego Armando Maradona allenatore? E della scoppola (6-1) che la sua tanto celebrata Argentina ha preso ieri in Bolivia? “Io credo che un coach debba essere una persona con un carisma generale, non solo legato alle gesta calcistiche. E debba anche avere una statura morale. Senza dimenticare che, ad allenare, si impara. Ma ci vuole tempo. Maradona secondo me va valutato nell'insieme. Ora ha una squadra fortissima e Messi è forse il più bravo al mondo in questo momento. Ha dei giocatori che, per farli rendere al meglio, basta riuscire a metterli bene assieme. Inoltre per gli argentini Maradona è un idolo. Ma visto dall'Europa nutro grande scetticismo”. Secondo lei chi è la favorita per la vittoria ai mondiali del Sud Africa dell’estate 2010? La Spagna - passando dai record di 31 partite senza sconfitte di Clemente, alla vittoria europea di Aragones, per finire con l’imbattibilità delle furie rosse di Del Bosque - sembra davvero fortissima… “E’ presto per dirlo. I turni finali sono sempre dei tornei a sé”. La Svizzera di Ottmar Hitzfeld ce la farà qualificarsi ai mondiali? "Dopo le due vittorie contro la Moldavia è un po’ più facile. Anche perché contro Israele e Grecia giocheremo in casa. La sconfitta con il Lussemburgo, una delle partite più brutte che ho visto in tutta la mia vita, ha ricompattato la quadra. E ora abbiamo delle buone chances di farcela". Torniamo a casa. Lei è per lo Stadio Ticino o per due progetti, uno a Lugano ed un altro a Bellinzona? “Voglio fare una premessa: in passato era l'ente pubblico che costruiva gli stadi. Oggi invece è impensabile che l'ente pubblico si addossi costruzione e gestione degli impianti. I nuovi stadi vivono sette giorni la settimana e devono essere polivalenti ed offrire anche commerci ed abitazioni. La situazione si è dunque rovesciata. All'ente pubblico in passato non interessava che uno stadio rendesse. Oggi invece ai privati interessa. E dunque gli stadi sorgono dove le attività commerciali possono essere più redditizie. Il che limita abbastanza la scelta delle possibili ubicazioni. Il nuovo quartiere di Cornaredo è un nodo focale. E anche Bellinzona, grazie al nuovo svincolo autostradale, può essere interessante. Ma non bisogna mai dimenticarsi
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