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Giacomo Casserini, campione ticinese dell'Ajoie
Giacomo Casserini, campione ticinese dell'Ajoie
Giacomo Casserini, campione ticinese dell'Ajoie
Redazione
10 anni fa
Il locarnese, da tre anni nel Giura con la compagine di B, stila un bilancio sull'emozionante stagione che ha vissuto da protagonista

Tra gli artefici della vittoria dell'Ajoie, neo campione svizzero di LNB, c'è anche un ticinese: Giacomo Casserini. Classe 1990, Giacomo è cresciuto nelle giovanili dell'Ambrì-Piotta, con cui ha debuttato in LNA nella stagione 2008-2009. Nel 2013 il difensore locarnese ha lasciato la Leventina per approdare nel Giura. Ieri, con la vittoria in gara 6 sul Rapperswil, ha raggiunto un obiettivo importante della sua carriera.

Giacomo, come ci si sente dopo una vittoria del genere?

"È veramente bellissimo, una grande soddisfazione, per noi giocatori e per tutto il paese, che sta festeggiando alla grande. Ma è ancora più bello perchè nessuno pensava veramente che potessimo vincere, c'erano altre squadre con budget molto più importanti. Personalmente sono contentissimo, in una carriera sportiva non sai mai se arriverà il giorno in cui vinci il campionato".

Peccato non potersi giocare lo spareggio con il Bienne...

Sì certo, ai giocatori sarebbe piaciuto giocarsela fino in fondo, sfidare una squadra di A e magari avere anche qualche chance di vincere. È anche vero però che per andare nella massima lega bisogna avere un certo budget e un'infrastruttura al top, noi non li avevamo e senza questi presupposti non avrebbe avuto senso allungare la stagione più del dovuto. Speriamo che con questa vittoria adesso si smuova qualcosa, il progetto per la pista c'è".

Come è andata la tua stagione?

"Quest'anno è stato un po' altalenante, alla seconda partita mi sono rotto il legamento del gomito e sono stato fuori per un mese e mezzo, poi sono tornato ma ho ancora avuto problemi per tutta la regular season. Sono riuscito a recuperare per i playoff, stando fermo ho lavorato tantissimo e quando è arrivata la fase calda della stagione ho dovuto dare il 100%, soprattutto a livello mentale. Quando sei nei playoff giochi per vincere e non hai più tempo di pensare agli infortuni".

Come già hai anticipato, siete stati la sorpresa del campionato. Quale è stata la formula magica?

"Credo che la chiave sia stata la squadra. Abbiamo un gruppo di giovani incredibili e l'allenatore ha saputo lavorare con noi alla perfezione. Gli stranieri nuovi, al loro primo anno in Svizzera, hanno fatto una stagione eccezionale, così come il portiere arrivato in prestito dal Ginevra. La vittoria l'ha conquistata il collettivo".

Dopo tre anni nel Giura, stai pensando di tornare in Ticino?

"Sono ancora sotto contratto con l'Ajoie per un anno, per cui da questo punto di vista mi sento tranquillo. Più in là vedremo quali possibilità avrò".

Questa sera scendono in pista Lugano e Berna, come andrà a finire?

"Io sono cresciuto ad Ambrì, ma sono contento che ci sia una ticinese in finale. Il Lugano ha degli stranieri fortissimi, offensivamente ha una marcia in più. Tutti sanno però che il Berna è un osso duro, ha vinto diversi titoli e sa come affrontare queste partite. Entrambe le squadre scenderanno sul ghiaccio per andare fino in fondo, per me è un 50-50".

DV

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