
Clamoroso! Due settimane or sono Almir Gegic (con moglie e figlio) è stato a Chiasso a fare il suo trasloco. Nessuno l’ha fermato. Perché? Ma non lo stanno cercando tutti? All'inizio del mese di febbraio l'ex centrocampista del Chiasso è tornato in Ticino per vuotare il suo appartamente della cittadina di confine. Polizia cantonale e Ministero pubblico ticinesi lo sapevano. Conoscevano tutte le mosse di Gegic ed erano pronti ad agire, ma avevano le mani legate. Sul latitante Gegic (ora si ipotizza si trovi in Serbia) pende un'ordine di cattura europea con richiesta di arresto provvisorio a fini estradizionali. A Berna, però, come è stato rivelato ieri a Fuorigioco, non hanno ritenuto sufficiente il mandato di arresto italiano che arriva dalla Procura di Cremona, titolare dell'inchiesta sul calciosmesse. L'Italia non ha rispettato le formalità che Berna invece imponeva. L'Ufficio federale di giustizia voleva un complemento di informazioni su Gegic che purtroppo finora non è arrivato. E quando, e se, arriverà, a questo punto, potrebbe essere troppo tardi.
Lo ricordiamo, nel settembre scorso Gegic è stato interrogato dal Procuratore Pubblico Nicola Corti. Come ha riveltato il Corriere della Sera, l'ex calciatore ha affermato: "Ho messo da parte 200 mila euro, risparmiati nel corso degli anni in cui ho giocato in Slovenia, Turchia e Italia, prima di trasferirmi in Ticino. « Io e i miei fratelli siamo capaci di vivere con un’austerità che forse non è così uguale per gli svizzeri. Ci accontentiamo di poco. Gioco al massimo 100-200 euro. Alle volte mi è capitato di raccogliere soldi di amici, come Brix (Mauro Bressan , ndr), per scommettere assieme sulle partite. Io manipolatore? Non sono né membro, né capo di un fantomatico clan degli zingari, è un’invenzione degli italiani. Escludo di aver ricevuto o versato soldi per truccare partite". red
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