
Una rete, un palo e una traversa. Una partita da sogno, un debutto fantastico. Alla vigilia impensabile. Mario Gavranovic non dimenticherà tanto facilmente il 9 marzo del 2011. Giorno del suo esordio in Champions League, a fianco di un campione come Raul. Giorno del suo primo gol. Un gol al Valencia che vale la qualificazione ai quarti di Champions per il suo Schalke 04. E pensare che questo ragazzo, solo tre anni fa, giocava ancora a Lugano. Poi una brusca rottura col club bianconero, con un contenzioso alla Fifa ancora da risolvere, la fuga a Yverdon, il passaggio a Neuchâtel e infine il grande salto in Bundesliga. Tanta gavetta, a soffrire nelle retrovie, e ora il meritato compenso. Ieri il mondo del calcio ha conosciuto questo 21.enne che divide il suo cuore tra la Svizzera e la Croazia, ma che da ieri è stato adottato anche dai tifosi dello Schalke 04. E oggi è stato il giorno dei complimenti, degli sms, delle telefonate da ogni parte del mondo. “In effetti adesso sono stanchissimo. Stamattina ho sostenuto un leggero allenamento e poi ho risposto per ore a sms e telefonate di parenti, amici e giornalisti”. Qual è il primo ricordo della serata di ieri? “Non c’è un ricordo più nitido degli altri. Mi ricordo tutto, dal pre-partita, sino al gol e poi ai festeggiamenti con i compagni. Peccato per il palo e la traversa. Avrei potuto segnare anche di più”. Te l’aspettavi di giocare? “Non ero sicuro, ma diciamo che con l’assenza di Huntelaar avevo delle buone possibilità. In queste ultime settimane mi sembra che l’allenatore mi tenga in buona considerazione e perciò aveva grande fiducia”. A chi dedichi questo primo gol in Champions League? “Alla mia famiglia, che mi è sempre stata vicina, anche nei momenti più difficili”. Cosa significa giocare al fianco di un grande del calcio come Raùl? “Lui è un giocatore fantastico, indescrivibile. Oltre ad avere una classe assoluta è anche una persona eccezionale, sempre pronta a darti una mano o un consiglio”. Credi che dopo questo gol cambierà qualcosa nella tua carriera? “Spero proprio di sì, anche perché questa partita era vista in tutto il mondo. Penso di aver sfruttato bene la grande occasione, anche se mi rendo conto che sono soltanto all’inizio e da domani dovrò iniziare a pensare alla prossima partita di campionato. Un gol in Champions League è molto importante ma non è certo sufficiente per credere di essere arrivati”. Ti aspetti una chiamata dalla nazionale? “Non ci penso, con Hitzfeld ho già parlato varie volte in passato ed è sempre stato molto gentile. Si è preoccupato più volte della mia situazione facendomi sentire importante per la nazionale svizzera. Non penso che ci saranno problemi” .Nel senso che giocherai con la nazionale svizzera e non quella croata? “Diciamo che la Svizzera finora mi ha trattato benissimo, ma metà del mio cuore è anche croato. Insomma, sono un po’ diviso, ma per ora non ci penso ancora. Devo continuare a lavorare e poi vedremo cosa capiterà”. L.S.
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