
Cinque giorni per nascere ed esplodere, uno per morire. Gianni Infantino ha annunciato il ritiro del progetto «FIFA Forward Enterprise», la società commerciale che avrebbe gestito i diritti dei grandi tornei — Coppa del Mondo compresa — aprendo una quota del capitale a investitori privati.
Il piano prevedeva la cessione di una minoranza (con la FIFA all'80%) e prometteva alle federazioni un balzo dei contributi da 8 a 20 milioni di dollari per il ciclo 2027-30.
Ma la reazione è stata durissima: le 55 federazioni UEFA hanno minacciato all'unanimità il boicottaggio di tutte le competizioni FIFA, definendo il Mondiale un bene che «non può essere trattato come un prodotto d'investimento».
Con Concacaf e AFC schierate sulla stessa linea, 136 federazioni su 211 erano contrarie: la maggioranza semplice necessaria non esisteva più.
«Il progetto ha creato divisioni che non sono più nell'interesse dell'obiettivo fissato in partenza», ha dichiarato Infantino. «Il nostro scopo è sempre stato, e sempre sarà, unire e migliorare. Questa proposta non andrà avanti».
Il presidente promette ora un nuovo giro di consultazioni. Ma esce dalla settimana più isolato che mai.

