
Il presidente della FIFA Gianni Infantino ha difeso il progetto di creare una società aperta agli investitori privati con l'obiettivo di sviluppare le attività commerciali della federazione e generare nuove entrate per il calcio mondiale. «Si tratta di un'opportunità, non di un obbligo», ha dichiarato mercoledì in un videomessaggio pubblicato dalla FIFA, dopo le forti reazioni suscitate dall'iniziativa.
Cosa prevede il piano
Il piano, anticipato dal Financial Times e successivamente confermato dalla stessa FIFA, prevede la creazione della FIFA Forward Enterprise (FFE), una nuova società valutata circa 20 miliardi di dollari. La FFE gestirà tutte le principali attività commerciali della federazione internazionale (sponsorizzazioni, biglietti, licenze, pacchetti televisivi) e la gestione operativa delle competizioni, compresi i Mondiali per nazionali e quelli per club.
La FIFA intende aprire fino al 21% del capitale della nuova società a investitori privati. Secondo il Financial Times, la cordata sarà guidata da Joshua Kushner, fondatore del fondo Thrive Capital e fratello minore di Jared Kushner, marito di Ivanka Trump. L'obiettivo indicato dal quotidiano economico è raccogliere 4,2 miliardi di dollari entro la fine dell'anno. La FIFA ha confermato sia il progetto sia il coinvolgimento di Kushner, precisando però che gli investitori deterranno una quota di minoranza e che la federazione manterrà il pieno controllo delle decisioni sportive, del calendario internazionale e della governance del calcio mondiale.
Secondo Infantino, il progetto rappresenta «una proposta» inserita «nell'ambito di un processo democratico». «È soprattutto un'opportunità, non un obbligo. Segna l'inizio di una fase di consultazione», ha sottolineato.
Le critiche di UEFA e Unione europea
L'iniziativa ha però incontrato una forte opposizione. Le federazioni di Inghilterra e Francia, la UEFA e altre confederazioni continentali hanno espresso preoccupazione per un progetto che, a loro giudizio, rischia di alterare gli attuali equilibri del calcio internazionale.
Anche l'Unione europea ha preso posizione, sostenendo che «l'eccessiva commercializzazione del calcio è diventata dannosa». Critiche sono arrivate anche dal premier britannico Andy Burnham.
La UEFA parla di una «forte e crescente opposizione» al progetto e accusa la FIFA di voler utilizzare il calcio per aumentare i propri ricavi. Nei giorni scorsi anche il vicepresidente UEFA Gabriele Gravina ha espresso riserve sull'iniziativa.
Il voto nel 2026
Prima di diventare operativo, il progetto dovrà essere approvato dal Consiglio della FIFA e successivamente dalla maggioranza delle 211 federazioni affiliate nel corso del Congresso previsto nel marzo 2026, quando è in programma anche l'elezione del presidente della federazione internazionale. Al momento, Infantino è l'unico candidato.
Secondo indiscrezioni, la FIFA avrebbe inoltre inviato una lettera alle federazioni nazionali prospettando un finanziamento fino a 40 milioni di dollari per ciascuna di esse in caso di adesione al progetto entro il 19 settembre. Una prospettiva che potrebbe rappresentare un incentivo significativo soprattutto per le federazioni con minori risorse economiche.
«Un'occasione d'oro»
Infantino ha ribadito le argomentazioni già contenute nel comunicato diffuso martedì, che aveva svelato il progetto cogliendo di sorpresa diversi protagonisti del mondo del calcio, i quali sostengono di non essere stati consultati. «Una quota troppo ridotta del crescente valore commerciale del calcio arriva agli attori che ne hanno più bisogno», ha spiegato. «Questa è un'occasione d'oro per accelerare lo sviluppo del calcio a livello mondiale. Ma, ancora una volta, è soltanto una proposta e non un obbligo».
Secondo la FIFA, l'ingresso di investitori privati potrebbe consentire di distribuire circa 20 milioni di dollari a ciascuna delle 211 federazioni affiliate, su base volontaria. «Vogliamo contribuire a far emergere i prossimi Capo Verde», ha concluso Infantino, facendo riferimento alla nazionale africana che, alla sua prima partecipazione a una Coppa del Mondo, ha raggiunto gli ottavi di finale. «Ma anche questa resta una scelta che spetta ai nostri membri».

