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“Fiero dell’articolo, ma di soldi non ne girano”
Redazione
12 anni fa
Il presidente del Mendrisio Karl Engel commenta la denuncia di “tratta” di baby calciatori frontalieri

“La prima cosa che ho da dire è che sono fiero di quanto scritto, almeno in parte, dal Corriere della Sera. È il segnale che conferma il buon lavoro che stiamo facendo.” Ribatte così Karl Engel, storico ex portiere di Lugano, Xamax e altre compagini svizzere e ora presidente del FC Mendrisio, alla denuncia di “tratta di baby calciatori” lanciata questa mattina dal quotidiano italiano.

L’articolo getta infatti ombre sulle società nostrane, tra cui appunto il Mendrisio, ree di scippare i talenti alle società di oltreconfine con metodi non sempre corretti, arrivando anche ad offrire soldi ai genitori (leggi correlato).

Aspetto, quest’ultimo, che Engel smentisce categoricamente: “Mi fa sorridere, per noi è già difficile pagare gli adulti in prima squadra, figuriamoci se ci mettiamo a pagare i genitori dei ragazzini, questa è una sparata tipica da giornale italiano.”

Il fenomeno del frontalierato del calcio non viene però smentito dal presidente della squadra del Magnifico Borgo, quanto piuttosto contestualizzato e ridimensionato: “Giocatori dall’Italia, nelle giovanili come tra gli adulti, in Ticino ci sono sempre stati, soprattutto dalle zone di confine, ma, ad esempio nel nostro caso, si aggirano intorno al 10-15% e sono tutti conseguenza di richieste dei diretti interessati, non siamo noi a cercarli.”

“La nostra filosofia e la nostra strategia – aggiunge Engel - prevedono di dare ampio spazio ai giovani della zona (80-90% delle rose) ai quali si vanno poi ad aggiungere alcuni ‘stranieri’ che chiedono di giocare da noi”.

Ma come mai questi giovanissimi decidono di passare la dogana per dare i calci a un pallone? “Perché da noi trovano società meglio organizzate, molto meno stress e maggiore rispetto. In Italia spesso gioca chi è più forte o chi ha le giuste conoscenze e influenze, anche a livello giovanile. Noi abbiamo una filosofia differente: a queste età tutti hanno diritto di giocare, un aspetto molto apprezzato anche dai genitori di questi ragazzi.”

Va aggiunto infine, per dovere di cronaca, che, anche tra i commenti dei blogger del principale quotidiano italiano, l'opinione dominante tende a "smontare" l'articolo, sottolineando come non si tratti certamente di "tratta", ma di opportunità per giocare in società meglio organizzate guadagnando, nel caso degli adulti, anche qualche franco in più. 

dielle

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