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"Fieri" e "bianconeri", sì. Adesso anche "uniti"?
"Fieri" e "bianconeri", sì. Adesso anche "uniti"?
"Fieri" e "bianconeri", sì. Adesso anche "uniti"?
Redazione
9 anni fa
Dopo il rinnovo di Ireland, il Lugano deve finalmente fare suo in toto lo slogan del club

Il Lugano ha deciso di imboccare la strada più semplice e meno tortuosa.

La conferma di Greg Ireland è meritata, per i risultati conseguiti e per quanto il coach canadese ha saputo proporre, e logica, per il clima che si è creato dentro e fuori lo spogliatoio nel corso della sua gestione.

Ma sarà anche una scelta lungimirante?

Per l’ennesima volta dopo diversi tentativi andati a vuoto il club prova a trovare e a darsi stabilità.Ce la farà? Alla Resega si riuscirà per una volta ad iniziare e portare a termine un progetto?

Lo slogan che accompagna il club da qualche stagione è “Uniti, Fieri, Bianconeri”.Sul fatto che il Lugano sia bianconero, nessun dubbio. Nessun dubbio neppure sulla fierezza nel tenere alto, ognuno nel proprio ruolo, questi colori.Adesso però è necessaria anche quell’unità che troppo spesso nel recente passato non ha trovato casa a Porza.

Le fortune del Lugano sono tutte nelle mani dei suoi protagonisti.Tocca a loro saper mettere da parte, una volte per tutte, individualismi e vezzi da prime donne.

Tocca ai giocatori. Hanno dichiarato in lungo e largo di apprezzare Ireland. Non cambino idea nel giro di poche settimane come hanno fatto neppure un anno fa con Shedden.

Tocca al direttore sportivo. Supporti l’allenatore (che ha personalmente scelto) fino in fondo, condividendo con lui operazioni di mercato e scelte tecniche.

Tocca al coach. Continui ad essere chiaro, diretto e onesto con tutte le componenti del club. Lo faccia anche in quei momenti di crisi che per forza di cose arriveranno.

Insomma, che questo spirito di unità venga finalmente tradotto dalle parole ai fatti. Attorno ad una figura come quella di Ireland questo traguarda non sembra utopico.

Al Lugano conviene e non poco. Ireland ha in tasca un contratto biennale. Ritrovarsi nuovamente a pagare un allenatore per starsene in vacanza, come è successo e succederà ancora nei prossimi 12 mesi con Shedden, non ci pare una prospettiva esaltante…

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