
Il Belgio ha perso le sue classiche per il 2020, il 1°aprile ci sarà una conference call per discutere di un eventuale nuovo calendario, ma anche per il ciclismo non ci sono certezze sul futuro a breve e medio termine. Di sicuro c’è solo un numero: quaranta, i milioni di euro, indotto compreso , che il Giro delle Fiandre perderà. La ‘festa nazionale belga’ per eccellenza, l’appuntamento che trasporta un entusiasmo debordante, l’essenza autentica del ciclismo che nemmeno la seconda guerra mondiale era riuscita a fermare.
A Gand però in questi giorni, come in Canton Ticino, tutti chiusi in casa con le medesime e necessarie restirizioni. Domani la Gand-Wevelgen, che fa parte dell’organizzazione Flanders-Classic non prenderà il via e i belgi comprenderanno che davvero qualcosa, per questa stagione, gli è sfuggito dalle mani, la loro festa più attesa.
Ma oltre al lato romantico c’è quello economico, i pacchetti speciali che arrivano a far incassare 10.000 per vedere la corsa da posizioni privilegiate con visite guidate enogastronomiche. Milioni di spettatori che alloggiano e consumano, roba da 40 milioni, come dicevamo.
Affinchè la perdita sia parzialmente contenuta la Flanders Classic sta contattando chi, e sono numerosi, si era già accaparrato i biglietti della corsa che avrebbe dovuto prendere il via domenica 5 aprile, proponendo di conservare quanto acquistato per la prossima stagione. Sì perché nonostante le parole di speranza, in pochi credono si riesca a recuperare, in un calendario già fitto, la corsa che Fabian Cancellara ha messo in bacheca nel 2010, 2013 e 2014. Secondo e ultimo elvetico a vincere dopo il successo nel 1923 di Heiri Suter.
Nel frattempo il team belga Deceuninck-Quick Step, la squadra di Julian Alaphilippe, ha chiesto la disoccupazione al governo belga, la fragilità economica potrebbe davvero ridisegnare il ciclismo del prossimo futuro.
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