Cerca e trova immobili
Sport
"Felice ma con tanta strada da fare"
"Felice ma con tanta strada da fare"
"Felice ma con tanta strada da fare"
Redazione
7 anni fa
Prima intervista da arbitro di Super League per il 26.enne bellinzonese Luca Piccolo

Non è proprio una sorpresa, anche perché quasi tutti lo davano tra i prescelti, ma l'ufficialità di un paio di giorni or sono lo ha reso molto felice.Luca Piccolo, è diventato un arbitro di Super League.A soli 26 anni, per il bellinzonese si tratta già di un primo grande traguardo."Onestamente ci speravo, anche perché le ispezioni erano andate tutte molto bene, ma non potevo esserne sicuro. Questa promozione dev'essere soltanto l'inizio, anche perché di strada da fare ne ho ancora tanta".Il salto dalla Challenge alla Super League non è una pura formalità."Sarà sicuramente più impegnativo, sia dal lato sportivo, per la velocità e la fisicità del gioco, sia per la pressione che TV, stampa e media in generale esercitano su questo campionato. Naturalmente non arbitrerò sempre in Super League: la maggior parte della stagione la passerò ancora in Challenge".Il suo ingresso in Super League coinciderà con l'introduzione della VAR: contento?"Senza dubbio. Credo che la VAR sia un bell'aiuto per tutti gli arbitri, soprattutto per chi deve iniziare. Si dovrebbero così evitare gli errori evidenti, quelli che possono condizionare una partita. Anche se l'obiettivo di un arbitro resta quello di dirigere una partita senza commetterne".Francesco Bianchi, ex presidente degli arbitri svizzeri, ha detto che Lei è molto forte tecnicamente ma che può ancora migliorare nel rapporto con i giocatori. Insomma, Lei è ancora un po' impulsivo."Ha ragione Francesco, credo dipenda dal mio carattere latino. Rispetto a qualche collega svizzero tedesco o romando sono un po' più focoso, ma con il tempo spero di riuscire a migliorare anche sotto questo punto di vista".Inevitabilmente la paragoneranno a Massimo Busacca. Lo sa, vero?"Da una parte me lo aspetto, dall'altra però non è giusto fare confronti adesso. Io non ho fatto nemmeno un millesimo di quello che ha fatto Busacca, un arbitro che ammiravo già da ragazzo e a cui mi sono molto ispirato. A parte le sue qualità tecniche mi è sempre piaciuto il suo carattere e il modo in cui sapeva gestire le situazioni delicate all'interno di una partita".Lei è fiduciario commercialista (ha frequentato la scuola di contabile federale) al 100% in uno studio a Bellinzona: ce la farà a conciliare le due cose?"Mi rendo conto che desso avrò più impegni, tra gare e corsi di aggiornamento. Il lavoro però non lo abbandono, anche perché la carriera arbitrale non si sa come andrà e comunque a 45 anni finirà. Il mio lavoro mi piace e anche se diminuirò un po' la presenza in ufficio, continuerò ad esercitarlo".Nato e cresciuto in Ticino, è figlio di mamma pugliese e papà siciliano."I mie genitori sono del sud Italia, ma io mi sento svizzero, essendo sempre stato qui. Sono molto felice di poter rappresentare la Svizzera e gli arbitri svizzeri, di cui faccio parte da tanti anni".

Luca Sciarini

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata