
Sconfitto da Nadal agli Australian Open, sconfitto da un vicino al Tribunale amministrativo grigionese: sono due rovesci pesanti, quelli subiti negli scorsi giorni da Roger Federer.
Se il primo è ormai noto, il secondo è stato rivelato ieri dalla "Sonntagszeitung" e si riferisce all'annosa diatriba che vede opposti il Roger nazionale ed i suoi futuri vicini grigionesi di Valbella.
I vicini contestavano, e contestano tuttora, la recinzione e gli alberi che Federer ha previsto intorno al suo doppio chalet da 8 milioni di franchi, in funzione di protezione dagli sguardi indiscreti. Il comune di Vaz/Obervaz aveva in un primo tempo dato ragione al campione. Ma un vicino, tale Andrea Bianchi, ha ricorso in tribunale contro la decisione comunale.
L'avvocato di Andrea Bianchi ha sostenuto che la neve avrebbe potuto cadere dagli alberi di recinzione posti da Federer ed invadere il terreno del suo assistito. Inoltre chiedeva che tutti gli abitanti di Valbella fossero sottomessi alle stesse regole, mentre a suo parere il Comune aveva fatto un'eccezione per Roger, sperando in un ritorno di immagine per la località turistica.
E il Tribunale amministrativo ha dato ragione al vicino: la recinzione di Federer, si legge nella sentenza, non rispetta la Legge cantonale sulla pianificazione territoriale. Al tennista è quindi stato chiesto di abbassare le mura di 2,5 metri.
Non è ancora noto se Federer accetterà la sentenza o se inoltrerà ricorso al Tribunale federale. Il tennista, secondo il suo legale, vuole dapprima leggere le motivazioni del Tribunale amministrativo.
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