
Due punti in tre partite, con due pareggi interni contro Bienne e Wil e sconfitta a Ginevra.
È un Lugano che frena maledettamente in questa prima di 2015.
Eppure le premesse erano ben diverse dopo un buon 2014 e un mercato che avrebbe dovuto dare quel “quid” in più alla truppa di Bordoli.
Invece ancora una volta sabato i bianconeri hanno mostrato una palese mancanza di gioco e di idee.
Palle lunghe, poca convinzione e un’intensità lontana da una squadra con le ambizioni del Lugano.
Bordoli nella conferenza stampa dopo-partita ha detto che mercoledì (se si giocherà visto il clima incerto Oltre Gottardo) a Wohlen capiremo di che pasta è fatta la squadra.
A due giorni dal big-match sono molti i punti che devono far riflettere lo staff tecnico.
1.Questa squadra ha perso la fluidità di gioco che aveva acquisito nel 2014. È vero che sabato mancavano Basic e Rey ma anche nelle prime due partite il meccanismo sembrava esserci inceppato.
2.Il mercato finora non ha prodotti i frutti sperati. Djuric, schierato solo una volta da terzino destro, è stato frenato tra infortunio e squalifica. Lombardi è la vera delusione di queste prime tre partite: non si è ancora capito quale sia la posizione in cui farlo rendere al massimo. Rossini, in tribuna per infortunio sabato scorso e a rischio per le prossime gare, nelle prime due partite si era dato da fare ma era apparso ancora un corpo avulso.
3. Cortelezzi, squalificato a Wohlen, finché Rossini non rientrerà, dovrà sostenere da solo il peso dell’attacco. Il giovane attaccante, che il Lugano ha trattenuto (rifiutando un’offerta del Servette) è un uomo d’area ma avrebbe bisogno di una spalla in grado di esaltarne le qualità e finora non si è capito chi possa ricoprire questo ruolo (Melazzi sabato era assente per una colica renale).
4. Malvino, che aveva suscitato grande ammirazione nel 2014, in queste prime tre gare ha fatto il minimo sindacale. L’impressione, per non dire la certezza, è che possa dare molto di più.
5. Un solo gol in tre partite, perlopiù realizzato su palla ferma dal solito Urbano (un difensore). E in queste prime tre partite i bianconeri non hanno avuto quel numero di occasioni da gol che invece erano soliti crearsi nel girone di andata.
6. Sabato ci sono stati i primi fischi da parte della tifoseria e qualche giocatore ha dimostrato i primi segni di insofferenza. Starà al tecnico riuscire a gestire questo momento di pressione che è comprensibile visti i risultati (non) ottenuti.
7. Bordoli dovrà dimostrare di essere in grado in questo momento di tirar fuori il massimo dai suoi ragazzi. Mercoledì il tecnico si troverà a dover fronteggiare l’emergenza attaccanti: fuori Cortelezzi (squalificato) e Rossini (risentimento inguinale), dovrebbe esserci spazio per Josipovic. Chissà che in un momento così, senza pressioni, il giovane attaccante non risulti essere quell’arma di cui il Lugano ha davvero bisogno. Così come aveva fatto molto bene Milosavlievic nel finale di partita di sabato. Che siano i giovani la nuova risorsa bianconera?
Detto questo, il campionato è ancora lungo e Servette e Wohlen non sono certamente avversari imbattibili.
Adesso però ci vuole un cambio di marcia, a partire da mercoledì a Wohlen.
Ha ragione Bordoli, quando dice che questa squadra deve e può dare molto di più.
Le qualità ci sono e anche questo è indubbio.
Inutile continuare a parlare di ciò che succede (o succederebbe) in società.
Bentancur venerdì in una dichiarazione a “Fuorigioconews” era stato chiaro: ora bisogna pensare al campo e non farsi distrarre dalle voci esterne.
Giocatori e staff tecnico non hanno più alibi.
Mercoledì è vicino e ci si attende una pronta reazione.
L.S.
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