
Giornata dedicata ai ricuperi quella andata in scena quest’oggi sull’Oberschleissheim di Monaco. Recuperi che hanno promosso per la finale A ben 4 equipaggi elvetici, e più precisamente il 4 senza maschile, il quattro di coppia femminile nel contesto élite, il doppio “leggero”, maschile e femminile nei pesi leggeri. Dovranno accontentarsi della finale minore (dal 7° al 12° rango) il quattro di coppia maschile, il doppio femminile e la singolista “leggera” Eline Roth. Un risultato che cancella, quantomeno in parte, i dubbi sollevati nel commento di ieri.
Il quattro di coppia femminile, dopo una prima parte della stagione piuttosto difficile a causa della pandemia di Covid, ha dimostrato di aver ritrovato la necessaria coesione per recitare un ruolo di primo piano anche nell’atto conclusivo. Pascal Walker, Lisa Lötscher, Salome Ulrich e Célia Dupré hanno saputo mettere la prua davanti a tutte le avversarie già al primo rilevamento cronometrico. Nel prosieguo della gara hanno tuttavia dovuto pigiare sull’acceleratore per tenere a debita distanza la temibile formazione olandese, giunta seconda staccata di soli 91/100. Al terzo troviamo la Germania, seguita dall’Italia, tutte qualificate per la finale maggiore.
Tra le gare più appassionanti della mattinata citeremo senza ombra di dubbio quella del 4 senza maschile che ha visto protagonista nella seconda serie il quartetto rossocrociato. Andrin Gulich, Roman Rössli, Tim Roth e Joel Schürch hanno lottato metro dopo metro con le agguerrite formazioni della Romania e della Germania. È quest’ultima la più veloce nei primi 1’000 metri del percorso, seguita a pochi centesimi da Gulich e compagni. Nel tratto conclusivo esce di prepotenza la Romania – tra le candidate al titolo europeo – che s’impone con un crono di 6’27”68 – il migliore delle due serie in programma – davanti alla Svizzera. Fuori dalla finale A la Germania, giunta terza, staccata di ben 8”.
Tutto come da copione per il doppio leggero maschile, già vincitore quest’anno della Coppa del mondo di specialità. Raphaël Ahumada e Jan Schäuble si sono portati al comando non appena lasciati i blocchi di partenza, proseguendo il cammino al ritmo di 38 colpi al minuto sino sulla linea del traguardo. Secondo rango per l’Ucraina, staccata di oltre 7”. In campo femminile, sempre nel contesto dei “leggeri”, il doppio di Frédérique Rol e Patricia Merz si sono ampiamente riscattate dopo la prova poco convincente offerta ieri. Il secondo rango, a soli 3/100 dall’Irlanda consente all’armo rossocrociato di assicurarsi il passaggio alla finale che conta. Fuori dai giochi, Spagna e Danimarca, classificatesi nell’ordine.
Per il 4 di coppia maschile, i sogni di far parte del ghota della specialità è svanito al passaggio dei 1’500. Un quarto posto che lascia l’amaro in bocca considerata l’ottima prova fornita nel primo terzo di gara, dominato dalla formazione italiana. Un leggero cedimento proprio sul finale, ha consentito il rientro di Francia ed Estonia, classificate al secondo, rispettivamente terzo rango staccate fra loro di soli 31/100.
Un terzo rango non è bastato a Eline Rol per assicurarsi il pass per la finale A. La ginevrina, ancora al comando a metà gara, si è vista superare dalla greca Zoe Fitsa e dalla tedesca Marie-Louise Drager. Quinto rango per il doppio femminile élite di Nina Wettstein e Fabienne Schwizer. Anche loro dovranno accontentarsi della finale B.
Il due senza maschile di Jonah Plock e Maurin Lange si è imposto nella finale C che equivale al 13° rango assoluto. Nei ricuperi del singolo, Scott Bärlocher ha chiuso al 4° rango. Lo ritroveremo nella finale C.
Domani sarà la volta dei singolisti Jeannine Gmelin (élite) e di Andri Struzina (pesi leggeri).
Sono pure in programma le prime finali che per la Svizzera concernono il 4 senza maschile e 4 di coppia femminile.

